“Vai avanti con il tuo lavoro!”. È il Presidente Baratta a rassicurare Sgarbi sulla Biennale. Poi quando dicono che la Biennale è come Sanremo non ve la pigliate però…

Una cosa è certa: non c’è – e non ci sarà – da annoiarsi. Mai come in questa edizione c’è stato tanto “materiale” per parlare di Biennale di Venezia, in particolare di Padiglione Italia. Non stiamo qui a ripercorrere tutte le occasioni già avute: basta una veloce ricerca nell’archivio di Artribune e ne avrete per […]

Paolo Baratta (foto: Giorgio Zucchiatti, Courtesy la Biennale di Venezia)

Una cosa è certa: non c’è – e non ci sarà – da annoiarsi. Mai come in questa edizione c’è stato tanto “materiale” per parlare di Biennale di Venezia, in particolare di Padiglione Italia. Non stiamo qui a ripercorrere tutte le occasioni già avute: basta una veloce ricerca nell’archivio di Artribune e ne avrete per qualche ora. Gli ultimi aggiornamenti davano un Vittorio Sgarbi tornato sui suoi passi rispetto alle annunciate dimissioni da curatore del padiglione, ma incerto sugli sviluppi del suo progetto a causa – oltre che di un ritardo ormai difficilmente colmabile – dell’incertezza sugli spazi espositivi disponibili.
E qui si inseriscono le dichiarazioni distensive – e un pelino irrituali, nella forma – appena rilasciate dal Presidente della Biennale, Paolo Baratta: “Ho letto della preoccupazione manifestata da Vittorio Sgarbi, di avere garantiti gli spazi promessi per il Padiglione Italia all’Arsenale di Venezia. A tale proposito voglio dire: caro Vittorio, stai tranquillo! I lavori di restauro nel nuovo grande spazio adiacente al Padiglione Italia, che ad esso sarà aggiunto proprio in considerazione del 150° dell’Unità d’Italia (lavori di restauro che come sai sono stati interamente sostenuti dalla Biennale con un investimento di 1,2 milioni di euro), sono praticamente finiti e saranno completati in via definitiva la prossima settimana e quindi in tempo utile”.
Nessun problema, dunque, per la mostra-monstre progettata all’Arsenale, con gli artisti – quanti? quali? ma, signori, che domande, è ancora presto… – invitati dal gruppo di intellettuali scelto da Sgarbi. Arrivano i nuovi spazi, 3140 mq netti utilizzabili all’interno, e oltre 1700 mq nel Giardino delle Vergini. “È stata verificata la compatibilità degli spazi sia con l’allestimento del gran numero di artisti segnalati dalle personalità che hai contattato – precisa Baratta con questo inedito dialogo indiretto -, sia con la collocazione anche del Museo della Mafia che – come mi si dice – tu prevedi allo stato di allestire in quel luogo”. Fino al trionfo finale: “Ti incoraggio pertanto a completare serenamente il tuo progetto artistico e di allestimento. Ho promesso tutto ciò che era promettibile da parte nostra e ho mantenuto tutto quello che ho promesso. Vai avanti con il tuo lavoro!“.

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