Tutti a casa di Mecenate. A Roma tornano i Martedì Critici, ma per chi se li perde c’è Artribune Tv

Alla prima edizione, lo scorso anno, il pubblico ingolfava fino all’inverosimile la casa-studio dell’organizzatore Alberto Dambruoso, il quale – mai immaginando un tale successo – aveva deciso appunto di farseli in casa. E invece i Martedì Critici – incontri pensati per stimolare il dibattito sull’arte contemporanea attraverso il confronto diretto con un’artista e la sua […]

Alla prima edizione, lo scorso anno, il pubblico ingolfava fino all’inverosimile la casa-studio dell’organizzatore Alberto Dambruoso, il quale – mai immaginando un tale successo – aveva deciso appunto di farseli in casa. E invece i Martedì Critici – incontri pensati per stimolare il dibattito sull’arte contemporanea attraverso il confronto diretto con un’artista e la sua opera – si sono rivelati una formula vincente, confermando che l’effervescenza romana sul fronte contemporaneo passa anche attraverso esperienze “off” come questa, o come l’ormai citatissima Reload.
Giunto al secondo anno, per dare spazio ai tanti partecipanti – e magari per preservare un minimo di privacy in casa sua! – il critico ha cercato uno spazio più consono, individuandolo nell’Auditorium di Mecenate, affascinante quanto poco conosciuto sito archeologico in zona Piazza Vittorio. È lì che – affiancato quest’anno da Marco Tonelli – torna a proporre i talks, ospitando al debutto l’artista macedone/milanese Robert Gligorov, che proietterà due video, di cui uno inedito, che documentano del suo rapporto con la Città eterna. Ed ai Martedì Critici è legato anche il primo “colpo grosso” della rinnovata Artribune Television: tutte le serate saranno infatti riprese in alta definizione, e riproposte online a beneficio degli assenti…

martedì 22 marzo 2011
aperitivo ore 19.30 – talk ore 20.30
largo leopardi (via merulana) – roma
[email protected]

  • un’iniziativa interessante, soprattutto per l’intento di stimolare il confronto e il dibattito, che possono sciogliere dubbi o aprire nuove riflessioni. i limiti che prospetta il nuovo ciclo, a mio avviso, sono due: il pagamento di un biglietto di ingresso e una sede più strutturata; entrambi tolgono quel concetto di approccio easy che era l’ingrediente fondante dello scorso ciclo: si passava e si vedeva, in modo libero e con un contatto diretto: ora, una struttura con palco, cavea, sicuramente è molto meno easy.