Pensate che il padiglione di Sgarbi sarà un pastrocchio? Cavoli, ci sa tanto che avete ragione…

Ne avete le scatole piene di sentire parlare del padiglione-di-Sgarbi? Pensate che se ne sia discusso fin troppo e, tra l’altro, siete convinti che di minestrone trattasi? Beh da oggi avete qualche motivo in più per credere tutte queste cose. Guardate un po’ cosa vi squaderna il vostro Artribune: la prima tranche della lista di […]

Ne avete le scatole piene di sentire parlare del padiglione-di-Sgarbi? Pensate che se ne sia discusso fin troppo e, tra l’altro, siete convinti che di minestrone trattasi? Beh da oggi avete qualche motivo in più per credere tutte queste cose. Guardate un po’ cosa vi squaderna il vostro Artribune: la prima tranche della lista di accoppiate intellettuale-artista dove sia sugli intellettuali che sugli artisti ci sarebbe più di qualcosa da eccepire. Ma i commenti li lasciamo a voialtri, noi facciamo solo una domanda: ne esce davvero un quadro che rappresenta correttamente e onestamente il nostro sistema dell’arte? Ne esce davvero una proposta adeguata a portare la bandiera del nostro paese (tra l’altro in un anno di grandi ricorrenze) e a non sfigurare in rapporto a Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Olanda…?

Alberto Abruzzese: Ciriaco Campus
Giorgio Agamben: Monica Ferrando
Michele Ainis: Fausto Roma
Flavio Albanese: Benny (Benedetto) Chirco
Corrado Augias: Paolo Giorgi
Camilla Baresani: Luigi Serafini
Paolo Luca Bernardini: Paolo Bozzato
Don Enzo Bianchi: Trento Longaretti
Mario Botta: Giuseppe Bergomi
Gianfranco Bruno: Pietro Geranzani
Ferdinando Camon: Tobia Ravà
Luca Canali: Andrea Bonaventura
Gaetano Cappelli: Felipe Cardena
Paola Capriolo: Aurelio Bulzatti
Pietro Carriglio: Lino Frongia
Vincenzo Cerami: Veronica Montanino
Pierluigi Cerri: Christiane Lohr
Furio Colombo: Max Pellegrini
Giuseppe Conte: Luciano Ventrone
Domenico de Masi: Michelangelo Pistoletto
Tullio De Mauro: Luigi Boille
Cesare de Michelis: Antonio Marras
Massimo Donà: Paolo Bazzocchi
Elio Fiorucci: Gillo Dorfles
Roberto Franchini: Wainer Vaccari
Don Andrea Gallo: Pino Bertelli
Sossio Giannetta: Antonio De Luca
Giorgetto Giugiaro: Ezio Gribaudo
Tullio Gregory: Carlo Lorenzetti
Giordano Bruno Guerri: Ettore Greco
Jolanda Insana: Florencia Martinez
Fabio Isman: Roberto Ferri
Camillo Langone: Enrico Robusti
Fausto Lupetti: Claudio Rosi
Miriam Mafai: Bernardo Siciliano
Sebastiano Maffettone: Raffaele Martini Pandozyi
Giuseppe Marcenaro: Pietro Boragina
Paolo Maurensig: Giorgio Celiberti
Gabriele Mazzotta: Simone Pellegrini
Francesco Merlo: Francesca Jacona
Giorgio Montefoschi: Piero Guccione
Roberto Mussapi: Teresa Maresca
Edoardo Nesi: Andrea Martinelli
Salvatore Niffoi: Antonio Marras
Fiamma Nirenstein: Mario Fallani
Ermanno Olmi: Tino Stefanoni
Andrea Pinketts: Giuseppe Veneziano
Pierluigi Pizzi: Agostino Arrivabene
Paolo Portoghesi: Luigi Frappi
Giovanni Pratesi: Piero Vignozzi
Folco Quilici: Luca Tamagnini
Davide Rampello: Donata Pizzi
Elisabetta Rasy: Marco Delogu
Davide Rondoni: Giovanni Manfredini
Tiziano Scarpa: Bruno Muzzolini
Gaia Servadio: Orlando Mostyyn-Owen
Emanuele Severino: Federico Severino
Andrée Ruth Shammah: Piero Guccione
Umberto Silva: Giosetta Fioroni
Vincenzo Sparagna: Fabrizio “Bicio” Fabbri
Vincenzo Trione: Nino Longobardi
Sebastiano Vassalli: Giovanni Tamburelli
Anacleto Verrecchia: Enrico Bafico
Marisa Volpi Orlandini: Alessandra Giovannoni
Stefano Zecchi: Marcello Pietrantoni

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  • c

    Sono in gran parte impiegati di licei e accademie…parlare di professori o maestri sarebbe un complimento. ..

  • Io credo che il Padiglione di Sgarbi rappresenta l’italia anche la’ dove Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli (2009) avevano proposto un’acerba e confusionaria via di mezzo. Quì c’è la vera esagerazione e la vera fotografia della realtà. Ora, se esiste un sistema “migliore”, questo sistema deve fare qualcosa. Quanto meno porsi la domanda del “vado via o il rimango quì?” che si ponevano Fazio e Saviano nella trasmissione Vieni via con me. Questo calderone scomposto, questo tutti e nessuno, è l’italia di oggi. Contrapposizione da Guelfi e Ghibellini (che vediamo anche stupidamente nel sistema “migliore”) che vengono risolte in modo semplice: prendiamo su tutti, così tutti sono contenti.

  • Redazione

    I congiuntivi sbagliati di Luca Rossi non hanno prezzo, per tutto il resto c’è Artribune…

  • maya pacifico

    Perchè scomodare gli intellettuali? Vogliamo davvero far finta di credere che abbiano scelto qualcosa? Gli artisti sono gli stessi da anni, quelli che Sgarbi propone ad ogni mostra curata da lui…

  • maja

    ma infatti per la maggior parte dei casi è andata così: sono srati scelti gli artisti, i quali hanno poi individuato degli intellettuali disposti a fare il loro nome. bella farsa. è l’Italia baby.

  • daniela trincia

    il padiglione spalmato in tutti’italia è il proseguo della politica impostata a partire dal 1994 di svuotare dall’interno le istituzioni e creare maggiore confusione nelle competenze, per il frazionamento delle mansioni e delle attività. una rassegna di respiro internazionale ha costruito durante gli anni il suo prestigio proprio e soprattutto per la sua centralità, quindi trovo un grave errore attuare una scelta di parcellillazione. se da una parte può essere positivo il fatto che siano coinvolte realtà italiane che non hanno mai avuto contatti con l’arte contemporanea, non è una meteora che può farne comprendere la portata e arrivare come un fulmine in terreni che non hanno ancora un proprio humus è solo fallimentare e un tentativo che rimane senza seguito.

  • helga marsala

    occorre innescare meccanismi culturali e produttivi reali, muovendosi con lentezza ed incisività, se si vuole lavorare in trincea, nelle periferie. la soluzione non è certo quella di mettere in piedi una maxi-kermesse, frammentandola dal nord al sud con una multitudine di eventi calati dall’alto. il risultato? un grande, confuso, provvisorio carrozzone, che per altro non aggiunge nulla alle realtà locali: che senso ha esporre i torinesi a torino e i palemritani a palermo? non li conosciamo già?… giusto per meterci sopra il bollino “Biennale”?

  • Ultimamente voglio fare troppe cose contemporaneamente, e i congiuntivi ne risentono. Il padiglione sgarbi o beatrice 2009 non calano dall’alto all’improvviso, ma nascono da una radice che si è insinuata in un vuoto: il vuoto determinato negli ultimi 15-20 anni dal sistema “buono” (???), forse troppo attento ai congiuntivi : ) e poco agli obbiettivi.
    Lo stesso vuoto di potere in cui si è insinuato berlusconi a inizio anni 90: il sistema buono, schizzinoso e proiettato solo all’estero, non ha mai cercato una rapporto con le istituzioni e con il pubblico italiani (italiani, quest parola che fa quasi vergognare certi operatori cul italiani). In italia era già tanto esistere e una volta raggiunto quel posticino di “”potere””, non c’erano più energia e volontà per andare oltre.

  • Alfredo Aceto

    Nel 2005 al Padiglione Francese c’era Annette Messager con un bellissimo lavoro. Nel 2007 al Padiglione Francese c’era Sophie Calle con un bellissimo lavoro. Nel 2009 al Padiglione Francese c’era Claude Leveque con “Le grand soir”: un lavoro molto meno interessante del suo solito. Nel 2011 al Padiglione Francese ci sarà Christian Boltanski con un lavoro sicuramente fantastico. Ovviamente a curare il padiglione di Sophie Calle nel 2007 è stato Daniel Buren.

    Tutto questo per dire che la Francia è da anni inchiodata su queste tre o quattro persone, che per fortuna hanno lavori eccellenti, ma che conosciamo gia molto e forse troppo bene. Prima di criticare il nostro padiglione mi è venuto istintivo chiedermi il motivo per cui devo trovarmi Boltanski al padiglione Francese e non per esempio Cyprien Gaillard che è stato invitato dalla Curiger. Gaillard è troppo giovane per rappresentare l’intero padiglione francese da solo? Non penso proprio…

    Quindi non tutto cio che sta fuori funziona meglio di noi! Detto ciò leggere la lista degli artisti invitati da questi personaggi mezzi intellettuali mezzi imprenditori è abbastanza sconvolgente. Sono davvero tanti… Io credo che questo padiglione rappresenti molto bene la genialità – controversia di Sgarbi. Aspettiamo di vedere cosa viene fuori! Puo anche starci… Sgarbi è un grande intellettuale!
    Però nel 2013 sarebbe bello avere uno spazio dedicato a uno, massimo due artisti! Chissà magari un padiglione italia targato Lara Favaretto!!

  • Piccola nota di costume: Flavio Albanese ha invitato Benny Chirco, che è – a quanto mi risulta – il suo moroso.
    Non voglio questionare sulla sua bravura, visto che è un giovane e se è bravo come sembra si farà. Ma questo contraddice molti di quelli che pensavano che questa modalità di selezione degli artisti esternalizzata evitasse amicizie ed il solito salotto buono. Al contrario, si cambia solo salotto!

  • F.

    Giusto per capire il livello dei nostri intellettuali. Mi fermo a due casi.

    Primo, il filosofo anti-Stato, colui che si è “dimesso” dall’università italiana per protestare contro un sistema, bene Giorgio Agamben partecipa alla Biennale di Sgarbi e chi propone? La sua compagna, Monica Ferrando. Bene, guardate cosa fa questa eccelsa artista: http://www.ghaleb.com/geniolociferrando.htm

    Be’, ma non tutti i filosofi che hanno deciso di partecipare a un così alto progetto curatoriale sono così poco rigorosi. No, certo che no. Ed ecco subito a dimostrarcelo, l’accademico dei Lincei Emanuele Severino. Chi ci propone questo illustre maestro? Federico Severino, suo figlio. A chi fosse sfuggito il suo lavoro eccezionale basterà un breve giro su google – ne rimarrà strabiliato.

    Viva l’Italia e le sue menti migliori!

    • enzo iavone

      @F. Non farei di tutta l’erba un fascio! Ci sono artisti bravi nella lista. Certo, la partecipazione di Monica Ferrando è scandalosa con i suoi quadretti da galleria da lungomare turistico. Che vergogna! Si dovrebbe ritirare. Ricordiamoci e ricordiamo ai mariti /congiunti/parenti/amici che è la Biennale di Venezia…

  • hm

    non capisco se la lista degli artisti è alla sinistra dei due punti o nella parte destra, mi sembrano totalmente intercambiabili, è grave? anzi no ora che ho visto don andrea gallo sono certo che la lista degli artisti sia quella di sinistra .

  • nicola di caprio

    Spero che quei pochi artisti che hanno un lavoro almeno decente abbiano il coraggio e la dignità di non rendersi complici di un cosa insensata come questa.

  • Mario Botta ha scelto Giuseppe Bergomi… Chi ha scelto Giancarlo Antognoni?
    Concludo con un indovinello….

    Secondo voi chi si cela dietro lo pseudonimo Felipe Cardena?

    Eccovi i suoi meravigliosi lavori…..
    http://www.felipecardena.com/news.html

  • benedetto chirco

    Considerata la grande confusione riguardo l’argomento , ritengo opportuno precisare ed informare la redazione di Artribune,che nonostante l’invito ricevuto,
    personalmente non ho accettato e non parteciperò al Padiglione Italia per la Biennale di Venezia.

  • E’ un ottimo segnale che rivela che il nostro sistema dell’arte ha dei grandi problemi e un gran lavoro da fare, sia nella qualità che nell’essere veramente un sistema aperto e dinamico,

    Da quando hanno rimesso il padiglione italia non mi pare di aver visto nulla di interessante, sicuramente spesso più per colpa dei curatori che degli artisti.

    Come si può scegliere e organizzare un evento in pochi mesi?

    Come si dovrebbe scegliere un artista o un gruppo?

  • Pare proprio un gran “bel” ( ;-) ) minestrone…e per giunta confezionato alla “vecchia” o solita, maniera: chiami me e porto mia cugina, amichetto, figlio, fidanzata, parente ecc. ecc.. Pero’, chissa’? a volte quello che par proprio un intruglio si rivela interessante… per un verso o per un altro, let us see, stiamo a vedere, magari, anche dalle defezioni, dagli ; io non ci sto’ e dalle “flames” ne puo’ uscire qualche cosa di interessante o no?

  • questa è l’italietta del nostro presente… e siam tutti partecipi …

  • renzo

    C’è chi porta la moglie (mussapi/maresca), chi il figlio (severino/severino). ci sono autori davvero imbarazzanti e altri bravi. manca però un progetto unitario e sgarbi non si è preso la responsabilità del padiglione italiana.

  • Sgarbi ha dato in appalto agli intellettuali la cosa, senza condizionare nessuno (lodevole) ma anche senza idee (meno lodevole). Mo’ vediamo se capita il miracolo, ma ho seri dubbi!