Paladino a Milano, ecco tutte le foto del backstage. E alla mostra spunta un corno… rubato!

Non ha avuto vita facilissima la retrospettiva milanese di Mimmo Paladino in fase di allestimento, in queste ore, a Palazzo Reale. Soprattutto non l’ha avuta l’installazione della Montagna di Sale, rimbalzata da Piazza del Duomo a piazzetta Reale: con tanto di congelamento dei lavori da parte della Soprintendenza e rinvio dell’inaugurazione. Se ci mettiamo poi […]

Paladino

Non ha avuto vita facilissima la retrospettiva milanese di Mimmo Paladino in fase di allestimento, in queste ore, a Palazzo Reale. Soprattutto non l’ha avuta l’installazione della Montagna di Sale, rimbalzata da Piazza del Duomo a piazzetta Reale: con tanto di congelamento dei lavori da parte della Soprintendenza e rinvio dell’inaugurazione. Se ci mettiamo poi il meteo, con la posa del sale che potrebbe essere ulteriormente rinviata a lunedì causa pioggia in arrivo nel weekend…

Necessario allora un rito propiziatorio: e così lo stesso Paladino e Flavio Arensi, che della mostra è il curatore, mettono mano… al corno! E mica un cornetto mignon da appendere allo specchietto della macchina: trattasi di un affare da dieci centimetri abbondanti trafugato direttamente dall’ufficio di Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale.
Il rito si compie attorno all’ora di pranzo, con Arensi e Paladino che si infilano sotto l’impalcatura lignea della montagna e annodano il corno ad uno dei tubi Innocenti. In attesa che l’effetto benefico si spanda per la città, a palazzo si procede allo spacchettamento di Silenzioso (mi ritiro a dipingere un quadro) e alla sua collocazione in una saletta “affrescata” per l’occasione, a carboncino, dallo stesso Paladino.

Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • a. p.

    il corno… cascami di una napoletanità da avanspettacolo… antropologicamente, una tristezza

  • Tiziana Perego

    E’ paradossale ricorrere ad un corno quando si ha a disposizione un’intera montagna di sale (sale grosso).
    Contrariamente alle credenze popolari, Paladino non è napoletano, non è antropologicamente preparato all’uso di certi dispositivi .

  • francesco sala

    ragazzi, devo aver sbagliato io a scrivere: mi scuso se non ho lasciato trasparire l’ironia e lo spirito assolutamente goliardico della “performance” del corno…
    francamente un po’ mi stupisce si possa credere che un artista come paladino possa VERAMENTE credere a (s)fortuna e riti apotropaici annessi…
    ad ogni modo è stata una cosa divertente… fine.

  • renzo

    certo che con l’ironia si vivrebbe tutti meglio