Macro-specific. Ecco il nuovo allestimento della Sala Enel del museo

Vista, olfatto, udito. Conclusa l’esposizione di Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling? degli artisti Bik Van der Pol – che inaugurò l’ampliamento del museo -, riprende le corde dell’esperienza emotiva e sensoriale il nuovo allestimento della sala Enel del Macro, il grande spazio alle spalle della biglietteria. Tre le […]

Arcangelo Sassolino - Piccolo animismo, 2011 (foto altrospazio, Roma)

Vista, olfatto, udito. Conclusa l’esposizione di Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling? degli artisti Bik Van der Pol – che inaugurò l’ampliamento del museo -, riprende le corde dell’esperienza emotiva e sensoriale il nuovo allestimento della sala Enel del Macro, il grande spazio alle spalle della biglietteria. Tre le installazioni a tener banco, di artisti di diversa estrazione e modalità espressiva come Dan Perjovschi, Ernesto Neto e Arcangelo Sassolino.

Dan Perjovschi - The crisis is (not) over. Drawing and dioramas, 2011 (foto altrospazio, Roma)

I lavori di Perjovschi e di Sassolino sono stati appositamente realizzati per il Museo. Quello dell’artista rumeno – The crisis is (not) over. Drawings and Dioramas – è, infatti, il risultato di una lunga performance che ha sviluppato l’ampio wall painting site specific (visibile fino al 12 giugno, e poi …?). L’opera di Sassolino – Piccolo Animismo – è invece un grande parallelepipedo dalla intrigante attività vitale: si gonfia e si sgonfia, come se inspirasse e espirasse, portando all’estrema tensione le giunture stesse dell’oggetto il cui assordante suono sembra continuamente preannunciare un’esplosione o cedimento, suscitando nello spettatore un inquietante stato di ansia.

Ernesto Neto - While Nothing Happens, 2008-2011 (foto altrospazio, Roma)

Viene invece dai magazzini del museo While Nothing Happens, grande installazione del 2008 di Ernesto Neto, che utilizza la lycra per contenere le fragranti spezie ormai cifra distintiva dell’opera del brasiliano.

Daniela Trincia

www.macro.roma.museum

  • Giottolo

    L’opera di Sassolino è uguale al lavoro di Loris Cecchini presentato ad una biennale di venezia di diversi anni fa, ricordate?
    quella era di gomma ma il tubo c’era e il principio è praticamente lo stesso.

  • carla

    Ma parli dell’opera esposta aMilano alla Fondazione Pomodoro alla mostra sulla scultura del XXImo secolo? Anche io pensavo fosse di Cecchini.

  • flaminia

    i due lavori non sono affatto paragonabili, per due semplici ordini di motivi.
    il primo (e prinicipale) per la ricerca (cecchini non mette in discussione la realtà giocando con il reale e la finzione? sassolino non vuole mettere in discussione la tenuta dei materiali e guardare con indlugenza alle macchine?);
    il secondo: la realizzazione (il lavoro di cecchini non è un grande muro che vibra? quello di sassolino non è una grande scatola che crea rumori simili a un tuono e respira?)

  • Giottolo

    Io parlo di questo lavoro qui: http://appuntidivista.files.wordpress.com/2009/02/2001_04e.jpg
    Una scatola con un tubo che si gonfia e si sgonfia.
    Non mi faccio troppe domande o seghe mentali, le due installazioni sono scatole con un tubo che si gonfiano e sgonfiano e a me sembrano uguali.

  • Eva

    a me sembrano parecchio parecchio simili

  • flaminia

    il fatto che siano due “scatole”, e quindi di forma simile, non significa che abbiano lo stesso intento e che si basino sulla stessa ricerca. anche http://www.paikstudios.com/gallery/21.html e http://www.re-volver.it/2010/teatri-di-pixel-lo-spettacolo-digitale/ sono parecchio simili!