Lo Strillone: lo Schindler dell’arte italiana su Repubblica. E poi Hemingway, Sgarbi, Alberoni…

È stato lo Schindler dell’arte italiana: Emilio Lavagnino, funzionario dell’allora ministero dell’educazione, tra ‘43 e ‘45 setacciò l’Italia devastata dalle bombe per rintracciare e mettere a riparo decine di pezzi pregiati. La sua storia in un libro a cura di Raffaella Morselli (Mondadori) presentato oggi su La Repubblica. Il Sole 24 Ore mette in agenda, […]

Quotidiani
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È stato lo Schindler dell’arte italiana: Emilio Lavagnino, funzionario dell’allora ministero dell’educazione, tra ‘43 e ‘45 setacciò l’Italia devastata dalle bombe per rintracciare e mettere a riparo decine di pezzi pregiati. La sua storia in un libro a cura di Raffaella Morselli (Mondadori) presentato oggi su La Repubblica.

Il Sole 24 Ore mette in agenda, per sabato, l’inaugurazione della mostra fotografica – con annesso convegno – su Il Veneto di Hemingway, in programma all’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti di Venezia. Consueto appuntamento del lunedì con le recensioni de La Stampa, che nel fine settimana s’è vista per noi: Redon a Parigi, Griffa a Saluzzo, Matisse a Brescia e la collettiva ravennate sull’arte italiana dal dopoguerra al ‘54.

I Graffiti del giorno, firmati sempre su La Stampa da Rocco Moliterni, piangono una Torino che ignora, nel can can per il 150° dell’Unità d’Italia, un appuntamento dedicato all’arte contemporanea.

Sgarbi sta con Galan: accorata campagna promozionale su Il Giornale dove si spinge sull’acceleratore per una  tournée dei Bronzi di Riace; intanto Luca Crovi intervista Victor Gischler, sceneggiatore Marvel che porta in libreria (Meridiano Zero) un inedito e raffinato western novel.

E il governo incassa un altro placet, oggi: nel suo fondo sulla prima pagina del Corriere della Sera è Francesco Alberoni ad applaudire, questa volta al federalismo, visto come occasione per rinnovare senso e orgoglio civico e salvare la bellezza delle nostre città. Con due avvertenze: anche i privati diano un contributo; ma soprattutto: “gli elettori sappiano eleggere governatori e sindaci di cultura, di gusto, capaci di amministrare con intelligenza e lungimiranza”.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.