La (ri)vincita di Walid. Va al libanese Raad l’Hasselblad Award 2011

Il talento sta anche in questo. Nello scegliersi le imprese giuste, e nel non perdersi d’animo alla prima sconfitta. Qui parliamo di premi d’arte, e dell’artista libanese/americano Walid Raad, ben noto dalle nostre parti essendo stato – fra l’altro – visiting professor del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti nel 2009. Nel 2010 […]

Walid Raad/Atlas Group, We Decided To Let Them Say We Are Convinced Twice. It Was More Convincing This Way, Beirut ‘82, Plane III, 2005 (Courtesy the artist and Sfeir-Semler Gallery, Hamburg/Beirut)

Il talento sta anche in questo. Nello scegliersi le imprese giuste, e nel non perdersi d’animo alla prima sconfitta. Qui parliamo di premi d’arte, e dell’artista libanese/americano Walid Raad, ben noto dalle nostre parti essendo stato – fra l’altro – visiting professor del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti nel 2009.
Nel 2010 Raad ha sfiorato la vittoria dell’Hugo Boss Prize, dotato di ben 100mila dollari, essendo giunto in finale assieme a Cao Fei, Roman Ondak, Natascha Sadr Haghighian e Apichatpong Weerasethakul ed Hans-Peter Feldmann, che poi vinse. Che ha fatto dunque l’intraprendente Walid? Si è andato a prendere una bella rivincita, aggiudicandosi l’edizione 2011 dell’Hasselblad Award, una sorta di Nobel per la fotografia (peraltro si assegna sempre in Svezia), che elargisce la sommetta di 150mila dollari.
La giuria internazionale ha apprezzato in particolare il suo progetto The Atlas Group, in cui l’artista ha messo in campo “idee originali sul rapporto tra fotografia documentaria, archivio e storia. Per documentare e studiare la storia contemporanea del Libano, ha sviluppato metodi innovativi di approccio all’immaginario bellico, ed ai modi in cui conflitto politico e sociale possono essere esplorati nell’arte”.

www.hasselbladfoundation.org

 

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