Oggi, a 89 anni, Yayoi Kusama è una delle artiste più conosciute e amate al mondo. Le sue mostre registrano sempre il tutto esaurito e le sue opere vengono battute all’asta per svariati milioni di dollari. Ma il cammino verso il successo non è stato né breve né facile: cresciuta in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale in una famiglia che scoraggiava e dileggiava le sue ambizioni creative, anche dopo il trasferimento a New York dovette lottare a lungo. Contro un mondo dell’arte sessista e razzista, ma anche contro la propria malattia mentale, che l’ha portata, nel 1977, a trasferirsi in maniera permanente e volontaria in un ospedale psichiatrico di Seiwa in Giappone.
Nel documentario Infinity, diretto da Heather Lenz e in uscita il 7 settembre negli Stati Uniti, la regista racconta la storia di questa straordinaria artista dai suoi esordi a oggi, intrecciando vita privata e pubblica, ricerca artistica e storia personale.

www.kusamamovie.com

Dati correlati
AutoreYayoi Kusama
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.