Non vogliamo che le nostre esistenze digitali scompaiano. E se vogliamo preservarle, dobbiamo fare in modo che gli oggetti che creiamo oggi possano ancora essere leggibili nel lontano futuro”. Si apre con le parole di Vint Cerf, uno dei padri di Internet, inventore del protocollo TCP/IP ed ex vicepresidente di Google, il video che documenta l’installazione hash2ash – everything saved will be lost, firmata dal collettivo polacco Pangenerator.
Il progetto, commissionato dal Museo Etnografico di Varsavia in occasione della mostra Teen Age, ben incarna infatti una delle paure più grandi della nostra epoca: quella di perdere i propri dati, vedendo scomparire in un momento tutti i propri ricordi. Una volta di fronte all’opera, lo spettatore viene invitato a scattare un selfie, ma l’immagine del proprio volto, subito dopo essere comparsa sullo schermo, si disintegra velocemente. Ogni pixel viene trasformato in un sassolino di ghiaia, andando a formare una cascata che cade rumorosamente al di sotto del monitor. Una metafora efficace del rapporto controverso tra bit e atomi e della volatilità degli artefatti in formato digitale.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.