Ed Atkins (1982) è conosciuto per le sue inquietanti e malinconiche videoanimazioni caratterizzate da uso insolito della grafica 3D. I suoi personaggi, delle entità a metà strada tra umano e non umano, si rivolgono direttamente allo spettatore e lo spingono a riflettere su questioni esistenziali. L’artista inglese, qui intervistato da Marc-Christoph Wagner per la web tv del Louisiana Museum of Modern Art di Copenhagen, racconta il periodo della sua formazione e spiega nel dettaglio il suo modus operandi, a partire dal profondo rapporto tra scrittura e video: “ho sempre voluto fare dei video che parlassero del modo in cui sono stati fatti, in modo che l’osservatore non possa dimenticarsi della natura di ciò che sta guardando”, spiega.
Molto interessante anche il racconto di come abbia scelto la carriera nel campo delle arti visive: “l’arte è l’unico posto in cui posso pensare di mettere insieme tante cose diverse e farlo da solo nella mia stanza: scrivere, performare, comporre musica e fare video. Costruire un’animazione per me non è tanto diverso dal costruire una frase, oppure una narrazione”.

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AutoreEd Atkins
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.