Non tutte le lingue includono parole in grado di descrivere un gran numero di colori. In alcuni idiomi, infatti, ci sono i termini solo per descrivere tre tonalità: chiaro, scuro e rosso. Nel 1969, Paul Kay e Brent Berlin, due studiosi dell’Università di Berkeley in California, pubblicarono un libro fondamentale sul tema. Dalle loro ricerche risultava un dato molto interessante: tutte le culture del mondo avevano inventato le parole per descrivere i colori esattamente nello stesso ordine. Prima il bianco e il nero, poi il rosso, poi giallo e verde e solo dopo tutti gli altri.
In questo video, prodotto dal magazine Vox, la questione viene approfondita fornendo esempi e ripercorrendo la storia degli studi condotti sul tema dagli Anni Sessanta fino a oggi. E dimostrando come, indipendentemente dalla diversità culturale e linguistica, esista un pattern comune a tutti gli esseri umani nel riconoscimento dei punti salienti dello spettro cromatico, un certo tipo di percorso mentale che ci accomuna tutti nel tentativo di riconoscere e descrivere il mondo che ci circonda.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.