Qual è il ruolo di un artista? Raccontare ciò che vede, diventando lo specchio dell’epoca in cui vive, oppure trasformare la realtà in qualcosa di nuovo, filtrandola attraverso la propria personalità? In questa interessante intervista pubblicata sul canale Youtube del Louisiana Museum of Modern Art di Copenhagen, Patti Smith racconta il suo rapporto con Andy Warhol, sia come uomo che come artista, e spiega in che modo, nonostante il suo approccio all’arte sia di tipo trasformativo, abbia imparato con gli anni ad apprezzare l’opera del maestro della Pop Art. Se da giovane infatti, non trovava niente di interessante nel suo lavoro – nonostante il suo compagno, il fotografo Robert Mapplethorpe lo definisse geniale – ne ha poi compreso la rilevanza: “Quando è accaduta la tragedia dell’11 settembre”, spiega, “Andy mi è mancato moltissimo come artista. Lui avrebbe saputo cosa fare per documentare un evento come quello.

– Valentina Tanni

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AutorePatti Smith
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.