Sei artisti raccontano il rapporto con i propri genitori, spiegando come questo abbia influenzato (o meno) il loro modo di fare arte. Il canale Youtube del Louisiana Museum of Art di Copenhagen ha riunito in questo breve video una serie di dichiarazioni molto diverse, ognuna a suo modo significativa e rappresentativa di modalità diverse di concepire il concetto di “famiglia”. A partire dall’approccio totalizzante di Jonathan Meese, che esordisce con la dichiarazione programmatica: “art is a family business!” e racconta di un rapporto quasi simbiotico con sua madre, presentata come confidente e persino assistente. Altrettanto solida la relazione tra Ragnar Kjartansson e i suoi genitori, entrambi impegnati nel sostegno della causa femminista e punti di riferimento fondamentali per la costruzione della ricerca artistica del figlio. Più conflittuale e dolorosa la storia di Yayoi Kusama, che ha invece dovuto combattere tutta la vita contro una famiglia che si opponeva con forza alla sua vocazione. Particolare il caso del fotografo inglese Leigh Ledare, che ha utilizzato la sua pratica artistica per comprendere e risolvere il suo rapporto con la madre, una ballerina divenuta spogliarellista alla soglia dei cinquant’anni.
Infine, ci sono Bill Viola e David Shrigley: il primo racconta la commovente storia della morte di sua madre e di come questo evento sia stato fonte di ispirazione per la maturazione del proprio lavoro, mentre il secondo testimonia di una famiglia che non comprende a fondo la sua attività, ma che si dimostra comunque orgogliosa: “tutti, in fondo, desideriamo che i genitori apprezzino i nostri successi”.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.