La terra è un punto. Io sono un punto. La luna è un punto. Il sole è un punto. Le stelle sono punti. I punti sono tantissimi, infiniti; ed è per questo che la mia vita è stata una continua battaglia per la creazione della mia arte”. Dolce, fragile, visionaria, ostinata. È Yayoi Kusama (Matsumoto, 1929), una piccola donna dallo sguardo malinconico che ha dedicato tutta la sua vita, minuto per minuto, alla creazione artistica. La pittura è stata la sua prima ossessione, iniziata in tenerissima età nel natio Giappone, e poi proseguita in America, dove si trasferisce per cercare fortuna nel mondo dell’arte e dove inizia a sperimentare anche con l’installazione e la performance. Dopo un inizio difficile, caratterizzato da povertà e frustrazione, Yayoi inizia a farsi notare con la sua arte poetica e ossessiva, che affascina il pubblico, la critica e i suoi colleghi artisti.
In occasione della mostra In Infinity, appena inaugurata al Moderna Museet di Stoccolma, l’istituzione svedese racconta la storia di Yayoi Kusama, oggi 87enne, in un video breve ma illuminante: preciso nel rievocare il passato dell’artista ma anche il suo presente, che si divide tra mostre nelle gallerie e nei musei più grandi del mondo e la vita in istituto psichiatrico, una realtà quotidiana per l’artista sin dagli Anni Settanta, quando le venne diagnosticato un disturbo compulsivo.

La mostra al Moderna Museet presenta un gran numero di lavori che raccontano l’intera carriera dell’artista, dagli anni Cinquanta a oggi: dipinti, disegni e sculture ma anche installazioni ambientali e materiale documentario relativo alle azioni performative, con particolare attenzione ai lavori degli Anni Ottanta, realizzati dalla Kusama dopo il suo ritorno in Giappone.

www.modernamuseet.se

– Valentina Tanni

 

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.