Migliaia di setole trasparenti allestite lungo uno stretto corridoio. Attraversandolo, lo spettatore si sente avvolto da una sensazione luminosa, ma anche “toccato” da tante mani leggere, che sfiorando il corpo lo avvolgono in un massaggio scintillante. È quello che succede nell’installazione Sense of Field, ideata da Hitomi Sato. “Il vostro corpo viene abbracciato dallo scintillio della luce. Le mani trasparenti che vi toccano sono come il manto luminoso di una creatura; la superficie che creano riflette e risplende. Questo prato di luce stimola il senso del tatto”, scrive la giovane artista giapponese nella descrizione del progetto. Di grande interesse, infatti, il tentativo di rendere la luce percepibile non soltanto a livello visivo, ma anche corporeo, evocando la sensazione dei raggi di luce sulla pelle.

Da notare anche come, nonostante l’aspetto hi-tech, si tratti di un’installazione interamente analogica, che sfrutta la luce naturale, le caratteristiche riflettenti del materiale scelto e le illusioni percettive innescate dai cambi di prospettiva: “L’oro del sole mattutino, il rosso del tramonto, il blu profondo del cielo della sera. Continuate a osservare e le memorie interne del vostro corpo verranno evocate. La sensazione del vento, i fruscii, gli odori. Il mondo interiore e la natura all’esterno risuoneranno insieme”.

– Valentina Tanni

www.satohitomi.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.