Benvenuti nel favoloso mondo di Peggy Guggenheim! titolava Time Out London, impossibile resistere al richiamo della sua storia così singolare.
Tra le donne più influenti dell’arte del XX secolo, nipote di Solomon R. Guggenheim, fondatore dell’iconico museo newyorkese, diventa materia per lo schermo cinematografico nella pellicola dal titolo Peggy Guggenheim: Art Addict. Il capostipite della sua famiglia, ebrei aschenaziti, si era arricchito con le vendite porta a porta e tutti i suoi figli erano riusciti a moltiplicare la ricchezza con esiti straordinari, nel giro di una sola generazione. Non si può dire che nell’albero genealogico Peggy Guggenheim (1898-1979) si fosse distinta di meno. Perso il padre con la tragedia del Titanic, si trasferì giovanissima prima a Parigi, dove divenne frequentatrice di tutti i pittori e gli scrittori d’avanguardia, e poi a Londra dove aprì la sua prima galleria, dedicandosi principalmente all’arte astratta e al surrealismo. Il suo altro grande amore fu Venezia, dove stabilì la sua casa museo (Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande), ancora oggi fra le più prestigiose istituzioni d’arte astratta.

ART ADDICTION
Dopo aver raccontato nel suo esordio alla regia Diana Vreeland, l’imperatrice della moda, Lisa Immordino Vreeland dedica il suo nuovo film, presentato ai festival di Telluride, Tribeca e San Francisco, ad un’altra figura carismatica del XX secolo. La Vreeland, ammanicata nelle alte e potenti sfere del bel mondo borghese, ha avuto accesso a materiali d’archivio fin ora gelosamente custoditi. In particolare, è venuta in possesso delle registrazioni di una lunga intervista, che si riteneva o si era voluta far credere perduta, rilasciata dalla collezionista a Jaqueline B. Weld poco prima della morte. Il documentario ha un taglio diverso da tutti gli altri racconti circolati negli anni. L’eccentrica che racconta se stessa e i suoi eccessi, la sua natura inquieta e schietta sullo sfondo dei grandi avvenimenti del secolo (dal naufragio del Titanic, in cui perse la vita il padre, alla Seconda Guerra Mondiale). Nessuno più di Peggy Guggenheim ha segnato un’intera epoca, con la spiccata capacità di riconoscere il talento e fare affari: la sua esistenza è intrecciata con quella della storia dell’arte, degli artisti e degli intellettuali come Samuel Beckett, Max Ernst, Jackson Pollock, Alexander Calder, Marcel Duchamp, alcuni dei quali esistono proprio grazie al suo straordinario fiuto per l’eccezionale. Il film arriva nelle sale il 14 marzo, qui trovate in anteprima un estratto di 3 minuti.

– Federica Polidoro

wantedcinema.eu

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.