We don’t remember why, but something has gone wrong”. È l’incipit della storia, che prosegue in un susseguirsi didissolvenze, sulle immagini di uno scenario metafisico. L’atmosfera è sospesa, come nella sequenza dell’apparizione del monolito in 2001 Odissea nello spazio. Ma questa non è l’alba dell’umanità, è piuttosto la sua fine. E non c’è il coro del Requiem di György Ligeti a caricare di ulteriore angoscia il momento solenne. C’è, invece, l’incedere progressivo, oscuro e inesorabile della tessitura ambient di Giorgio Gigli, qui al suo album d’esordio.
Quello che abbiamo appena descritto è il video di lancio di The Right Place Where Not To Be, disco appena uscito per la Electric Deluxe, nota etichetta olandese di musica elettronica. Un lavoro nato dopo due anni di gestazione e maturato nel contesto dell’esperienza Zooloft Records, la casa discografica specializzata in dark e drone techno, sua e di Obtane.

I PAESAGGI ALIENI DI GIANVENUTI E I SUONI OSCURI DI GIGLI
Il video, girato sulle Dolomiti, è stato poi rielaborato a mano con la tecnica dell’acquerello, come il resto dell’artwork del triplo vinile e cd, firmato dallo studio grafico Studio Lord Z. Dietro la sigla si nasconde Alessandro Gianvenuti, tra i pionieri del rapporto tra arte e nuove tecnologie, art director di quasi tutte le edizioni del festival Spring Attitude.
Ma, in occasione di questo debutto discografico, Gianvenuti ha deciso di attingere dal suo progetto fotografico in bianco e nero, realizzato con una vecchia Hasselblad, che da qualche anno conduce insieme a suo padre Marcello in giro per le Dolomiti. Il risultato? Un gatefold a tripla facciata, dove il pensiero musicale di Gigli si riflette nelle immagini evocative. Una sequenza di montagne, sovrastate dalle nuvole di un cielo terso, è tutto quello che rimane di un passato stupendo. Lo scenario, infatti, è cambiato: è quello di un mondo dove le piante e i minerali hanno preso il sopravvento su uomini e animali. Un concept che Gigli ha trasformato in una colonna sonora dal respiro cinematografico e dalle ritmiche spezzate, creando un’atmosfera avvolgente e sottilmente cupa.

Claudia Giraud

www.giorgiogigli.com

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).