“Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme” . Oggi a Venezia abbiamo incontrato Yann Arthus-Bertrand, il fotografo specializzato in vedute aeree (4 milioni di copie vendute che con il libro Earth from Above) che nel 2009 aveva diretto il film ecologista Home. Oggi torna alla regia con un Human, un progetto dalla portata mastodontica, che contiene un catalogo delle’umanità aggiornato al 2015. Un ritratto con tutte le sfumature della tavolozza dei sentimenti.  Tre ore di racconti di gente comune trovata ai quattro angoli del globo: indigeni, newyorkesi, equadoregni, presidenti di nazioni, inuit, ebrei, musulmani, gay, lesbiche, rivoluzionari, conservatori, bianchi, neri, pellerossa, giapponesi, cinesi… Tutti allo stesso livello. Ognuno con la sua testimonianza sul dolore, la felicità, la delusione, il successo, la malinconia, l’allegria, la depressione, l’esaltazione, la famiglia, la morte, l’amore. Tutte interviste raccolte da un gruppo di giornalisti che hanno chiesto alle persone di rispondere a quaranta domande.

Il risultato è una summa straordinaria, contemporanea, a volte retorica, altre scioccante, antica come l’uomo e vera come l’esistenza. Ognuno con la sua incredibile, unica storia, a comporre il puzzle immenso del mondo, a raccontare quanto è difficile vivere e sopravvivere. Human giovedì 10 settembre avrà la sua premiere mondiale, contemporaneamente nella sala Grande del Lido di Venezia e al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York. Arthus-Bertrand, ambasciatore dell’Onu, intende così sensibilizzare le alte sfere sui problemi di coloro che di solito sono solo numeri sulla carta. Il film avrà diverse versioni, oltre a quella cinematografica: ce ne sarà una per le televisioni e una per il web, con un apposito lancio Google mondiale. E dove non sarà possibile raggiungere il luogo verrano inviati DVD e Blu Ray e promosse discussioni e confronti collettivi. Una copertura capillare affinché tutti vengano coinvolti e nessuno mai più dimenticato.

Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.