Il DNA di Amsterdam? È in quattro concetti principali: imprenditorialità, libero pensiero, creatività, cittadinanza. Questo l’efficace schema individuato dal Museo cittadino, un’istituzione dedicata proprio all’identità della capitale olandese, tra cliché popolari, storia, tradizioni e grandi epopee culturali.
Qui, in questo spazio che mette insieme opere d’arte, documenti, volumi, testimonianze d’epoca e ricostruzioni storiche, la recente sezione “Amsterdam DNA” punta tutto sulle nuove tecnologie e sulla fascinazione del linguaggio video. Si tratta di una vera e propria mostra su schermo, per un viaggio tridimensionale di 45 minuti attraverso la storia della città: sette film da due minuti ciascuno, prodotti dal museo e realizzati da PlusOne in stretta collaborazione con i curatori, trasformano in una favola immersiva mille anni di vicende culturali, politiche, sociali, religiose e di costume. Il tutto accompagnato da una colonna sonora coinvolgente.

Immagini in 3D, per il massimo del realismo e della forza comunicativa, e una combinazione tra i materiali custoditi dal museo e altri provenienti da collezioni internazionali: dipinti, testi, fotografie, plastici, mappe, continuando a seguire quella traccia identitaria che definisce, per l’appunto, il codice genetico di Amsterdam.
Accanto ai micro film, anche un trailer e un video-wall di circa sette metri per tre. Il tutto – come pure sul sito istituzionale – disponibile in  inglese, olandese, francese, tedesco, cinese, giapponese, russo, portoghese, spagnolo e italiano.

Tecnologia, produzioni cinematografiche e fascinazioni storiche, a misura di turista. Un’altra intelligente prova, per uno dei paesi più attenti e innovativi sul fronte della valorizzazione culturale e della didattica museale. A riprova che quella mappatura coglie nel segno: un popolo di imprenditori, col senso della collettività, la passione per la creatività e il culto della libertà intellettuale. Un fatto di DNA.

Helga Marsala

www.amsterdammuseum.nl

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.