Mancano poche centinaia di euro per raggiungere la piccola cifra affidata a una campagna di crowdfunding, in favore del nuovo film di Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli. Cinquemila euro appena, a sostegno della produzione di un documentario-inchiesta, a metà tra il cinema di osservazione e quello performativo. “Ogni opera di confessione” è un progetto indipendente, pensato per il territorio di Reggio Emilia e per la specifica area delle ex Officine Meccaniche Reggiane, una ex cittadella industriale in cui si producevano aerei da combattimento, veicoli ferroviari e proiettili. Qui, per la presenza di vari edifici simbolo che incarnano le più recenti trasformazioni sociali, si materializza lo spirito di una contemporaneità ibrida, globalizzata, in mutazione: dai call center installati nelle ex palazzine anni ‘30 dei ferrovieri agli alimentari etnici, dai nuovi edifici istituzionali ai diversi centri religiosi…
Passato attraverso due conflitti mondiali, questo luogo vide fiorire nel ‘900 un’economia tradizionale legata all’industria pesante e al business della guerra: mezzo secolo di gloria, fino ad arrivare alla crisi, all’occupazione operaia del 1950-51 e alla definitiva liquidazione. Il rilancio iniziò negli anni ’60, con la riconversione in impianti per locomotive, zuccherifici, gru portuali. Rilevata nel 1992 dal Gruppo Fantuzzi, l’azienda divenne poi di proprietà americana, cambiando location. Quell’originario sito di 260.000 metri quadrati si trasformò in uno spazio fantasma, consegnato all’abbandono.

Oggi, dopo anni di degrado, le ex Officine sono al centro di un poderoso piano di riconversione urbana: le amministrazioni, acquistando e ristrutturando lentamente i capannoni, contano di impiantarvi dei poli dedicati all’innovazione tecnologica, alla cultura e alle nuove economie. Nel 2013 il Comune ha inaugurato qui il nuovo Tecnopolo, investendo oltre 5 milioni di euro.
“Ogni opera di confessione” racconta il presente di questo limbo, schizzato fuori dalla storia e congelatosi in un incredibile vuoto urbano, tracciandone l’identità in mutazione e raccogliendone tutte le energie sedimentate e potenziali. Con lo sguardo puntato sull’attuale complessità sociale, culturale ed economica, ma soprattutto sulle ipotetiche linee di un futuro dal respiro internazionale. A fare da guida sono due testimoni d’eccezione, Claudio ed Emore, le cui famiglie hanno vissuto e lavorato tra quegli hangar e quegli uffici.
Realizzato grazie al sostegno di Emilia-Romagna Film Commissione e Arci, con la cura degli autori Marco Trulli e Claudio Zecchi, il film è in via di completamento. Tramite il crowdfunding, dopo le fasi di documentazione, ricerca sul campo, scrittura e riprese, gli ultimi step in postproduzione potranno essere terminati.

Helga Marsala

www.ognioperadiconfessione.com
Il link alla campagna di crowdfunding:
www.becrowdy.com/ogni-opera-di-confessione

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.