Due luoghi lontani e diversi, connessi per mezzo di un elemento sacro: l’acqua. Venezia e Città del Messico si incrociano e si corrispondono, in un balzo geografico e concettuale, fra chilometri di contraddizioni. La chiave è nel progetto “Possessing Nature” degli artisti Tania Candiani e Luis Felipe Ortega, a cura di Karla Jasso, protagonista del Padiglione messicano alla 56° Biennale d’Arte. Due isole anfibie, due terre che con l’orizzonte acquatico hanno stabilito relazioni forti, ma diametralmente opposte. L’una, per sempre legata ad un mare che abbraccia e pervade, è città galleggiante, figlia delle maree, eterna e scenografica creatura flottante; l’altra, un tempo scandita da lagune, ha scelto la via della bonifica, prosciugando con arroganza ogni bacino lacustre per costruire i suoi agglomerati urbani durante il dominio coloniale.

Per la prima volta insieme, Candiani e Ortega firmano un’installazione monumentale, che idealmente mette in connessione questi due mondi diversi: di là l’eco dell’acqua, nel nome dell’urbanizzazione, di qua l’acqua come unico riferimento possibile. Al centro dello spazio ai Giardini si erge una possente installazione, un sistema idraulico che convoglia le acque della laguna verso uno specchio digitale, su cui sono proiettate immagini di paesaggio, cartografie, dettagli o vedute aeree. L’acqua sfiora le visioni elettroniche e le modifica, delicatamente, quasi dissolvendole, per poi tornare all’origine, tra i fondali dell’Arsenale, in un circolo continuo e ottuso. Il corpo meccanico, simbolo di una tecnologia invasiva, viene offerto allo sguardo grazie al disvelamento del congegno interno: là dove il potere politico occulta e l’azione dell’uomo viola, questo frammento di natura antropizzata si rivela e si denuncia, accompagnando lo spettatore lungo una struttura plumbea, soverchiante, magica e insieme inquietante.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.