Sebbene il bandoneón sia nato in Germania per accompagnare le funzioni religiose, è con la sua migrazione nel Sud America che quest’organo dei poveri si trasforma, improvvisamente, da strumento liturgico europeo a voce e simbolo del tango argentino. Ma “In maggiore”, questo il titolo del nuovo lavoro discografico di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura uscito per ECM, non è tanto un omaggio al tango in sé quanto, piuttosto, a tutte quelle tradizioni musicali che vi ruotano attorno, dall’America Latina fino all’Europa.
Dopo la presentazione del disco all’Auditorium del Parco della Musica i Roma, lo spettacolo è arrivato lo scorso 12 aprile al Teatro La Fenice di Senigallia: i due musicisti si muovono infatti tra composizioni originali e improvvisazione, spaziando però anche tra temi di Puccini, ninne nanne bretoni (Ton Kozh) e la musica del brasiliano Chico Buarque (“O que sera”). Rileggono poi brani del cileno Victor Jara (Te recuerdo Amanda) e dell’uruguaiano Jaime Roos (Se va la murga), senza dimenticare le collaborazioni con il cinema di Ermanno Olmi (Non ti scordar di me), Lorenzo Amurri (Apnea) e Ferdinando Vicentini Orgnani (Calmo).

E a rivelare la gestazione dell’album è proprio un film di Fabrizio Ferraro presentato da poco a Parigi – “Wenn aus dem himmel… (Quando dal cielo…)” – in cui si racconta la genesi di questa ricerca sonora che ha abbracciato mondi e culture, non ultime le tradizioni musicali delle regioni di provenienza del duo, la Sardegna e le Marche, come sottolineano gli stessi artisti in un incontro prima del concerto. A moderarlo il sassofonista Federico Mondelci, curatore della Stagione Concertistica che volge oramai a conclusione con l’appuntamento del prossimo 19 aprile, questa volta sul repertorio vocale e strumentale da camera tra ‘800 e ‘900, con Daniela Nuzzoli (mezzosoprano e violino), Raul Hernandez (tenore) e Marcello Rossi (pianoforte) all’auditorium Rotonda a Mare.