Il lavoro minuzioso che c’è dietro Emulsifier, recentissima scultura rotante del giovane artista austriaco Thomas Medicus (Innsbruck, 1988) lascia senza parole. Più che minuzioso, maniacale. Una precisione compositiva e una cura del dettaglio che fanno assomigliare il tutto a una specie di magia. Niente di banalmente digitale: la metamorfosi avviene grazie a un dispositivo meccanico che fa leva su principi ottici di base, sfruttando, per il resto, la trasparenza del vetro e il potere del colore. Semplice? Non proprio. Il gioco è quello dell’anamorfosi: viene chiamata così quella superficie su cui si proietti un’immagine distorta, che solo da una particolare posizione sarà percepita nella sua forma corretta.

Così, restando immobili dinanzi a questo congegno scintillante, vedremo apparire una sequenza metamorfica di pesci e uccelli, che in realtà esistono solo quando le 106 strisce di vetro si sono allineate con la giusta angolazione. Una selva di  linee sottilissime, ognuna dipinta con pochi tocchi di colore, che nella rotazione perpetua dell’oggetto si  allineano secondo il disegno originale. Ed è così che l’immagine si compie, via via, trapassando in quella successiva. Senza fine. Un giocattolo raffinatissimo, che pare balzato fuori da una wunderkammer contemporanea. Da maneggiare con cura. L’effetto ipnosi non è da escludere…

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.