Una valanga di suggestioni pop, tra ossessioni sintetiche, distorsioni oniriche, trastullamenti vintage, sacro e profano, sintetizzatori, glitter e low fi. È il ritorno di ConiglioViola, duo di artisti e musicisti composto tra Fabrice Coniglio e Andrea Raviola, con la loro estetica fatta di provocazioni ironiche, pungenti e ludiche, tra continui riferimenti alla gay culture, al mondo dei mass media, al digitale e a un erotismo sospeso tra verità e fiction. Due cultori famelici di quella’età dell’inconsistenza, che segnò, dopo il buio del terrorismo, il trionfo della leggerezza e della sperimentazione creativa.
E furono il punk, la new wave, il dark, la moda, la pubblicità, la tv commerciale e la discoteca, l’avvento dell’elettronica e l’apoteosi del pop. Mentre la trasgressione diventava show, spesso costruita a tavolino dalle multinazionali dell’enterteinement. Senza dimenticare, in piena temperie postmoderna, quel gusto che nasceva per le contaminazioni, per il transgender, per la ridefinizione dei generi artistici, dei linguaggi, dell’idea di sessualità, del rapporto tra corpi e macchine, tra superficie e senso.

ConiglioViola rievoca quel mondo e lo traduce in un grande progetto multimediale, iniziato nel 2005. “Recuperate Le Vostre Radici Quadrate” è una full immersion in un decennio fatto di luci, ombre e incredibili mix: nel tempo hanno sfornato opere d’arte, video, performance, canzoni e un sito web, stabilendo collaborazioni con vari artisti e musicisti.
Le radici sono quelle di chi era ragazzino negli ’80 e ascoltava Madonna e i Pet Shop Boys, ma anche di chi si nutriva di eccellenze italiane: autori e interpreti, che tra musica leggera e cantautorato colto, descrivevano una linea nazionale, affettiva ed intellettuale.

Coniglioviola - Recuperate Le Vostre Radici Quadrate, la cover del disco - 2015
Coniglioviola – Recuperate Le Vostre Radici Quadrate, la cover del disco – 2015

Il discorso riprende oggi con una nuova uscita, un disco – il cui lancio ufficiale su tutti i digital store è fissato proprio per l’8 marzo 2015 – composto da quindici brani e seguito da un tour, atteso per il 20 marzo. La tracklist mette in fila cover di Alice, Marcella Bella, Fiorella Mannoia, Giuni Russo, Lio, Viola Valentino, Rettore, Diana Est, Milva, Loredana Bertè, Mia Martini e Patty Pravo, più due bonus track tratte dell’EP “Nostalgia Coniglia”: Felicità e Ci sarà, di Al Bano e Romina, sembrano salutare con un tempismo perfetto il ritorno sulle scene della super coppia della melodia italiana, appena reduce dal Festival di Sanremo. Un disco di belle rivisitazioni electro, che strizzano l’occhio al synth-pop di trent’anni fa, ma con un sound più attuale, qui ruvido, lì ipnotico, a volte cupo ed essenziale, altre distorto ed incalzante. Cover decisamente indipendenti, che fanno a pezzi gli originali, con stile.

Tra i vari ospiti c’è anche l’indomabile Loredana Bertè, protagonista del brano di lancio e del relativo videoclip, pubblicato in anteprima assoluta su Artribune Television. Mentre scorrono parole e musica di Non sono una signora, nella versione di Coniglioviola, la voce della Bertè si insinua come una testimonianza lontana. Era il 2006 e i tre stavano collaborando per un videoclip: i tantissimi messaggi lasciati da lei sulla loro segreteria – e gelosamente conservati – finiscono oggi nel pezzo.
Un fantastico gineceo d’epoca, dunque, per questo disco. Che celebra la donna, ancora una volta, come da tradizione per il duo torinese.  “Gli anni ‘80 sono ancora un periodo in cui l’unione tra musica e immagine va ben oltre l’estetica dell’apparenza e ha piuttosto a che fare con la creazione dell’identità”, spiegano Coniglioviola in un vecchio statement. “In particolare le grandi interpreti legate a questo periodo rappresentano figure a tutto tondo, in grado di unire sin esteticamente e “mitologicamente” la musica e l’immagine, il look e la voce, per creare vere e proprie icone“. Donne intense e indimenticabili, a incarnare, lungo molteplici direzioni, il senso di un’epoca borderline ed inquieta, superficiale e bugiarda, leggera e complessa. In cui covavano già, in silenzio, i germi di un futuro difficile. La grande crisi economica, le ultime stragi di mafia, i terrorismi internazionali e la decadenza politico-culturale italiana erano ancora lontani. Nascosti sotto la superficie ambigua e sexy dell’euforico decennio.

Helga Marsala

L’album completo su iTunes
www.coniglioviola.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.