Altra giornata di tedio e di delusione alla Berlinale. Le  proiezioni della competizione prevedevano il film di Andreas DresenAs We Were Dreaming e Body di Malgorzata Szumoska. Nel primo caso una fastidiosa sensazione di déja-vu accompagna lo spettatore dalle prime immagini, tanto che molti giornalisti hanno abbandonato la proiezione dopo dieci minuti. Temi triti e ritriti, luoghi comuni, immagini di una gioventù sbandata che ormai non sorprendono, non parlano, non aggiungono nulla al nostro patrimonio conoscitivo.

La polacca Szumosca aveva invece una storia semplice e degli interpreti molto buoni. Ma certo il decor camp e il ritmo flemmatico non sono tanto facili da digerire, soprattutto se non iscritti in una poetica. Ad ogni modo, il film si lascia vedere. Un’ora e mezza così precisa da sospettare che sia stata ricavata su misura. Infatti la storia non avrebbe perso di efficacia se fosse stata in forma di corto o mediometraggio, mentre nella prima parte sono evidenti alcune divagazioni fuorvianti per la narrazione.
Per riprendersi e decollare il concorso principale dovrebbe snocciolare, da ora fino alla chiusura, solo capolavori, altrimenti l’impressione generale resterebbe quella di un’edizione poco fortunata e di una qualità che non rispetta le precedenti. Intanto cominciano a circolare le prime voci sui favoriti: vincerà Ixcanul di Bustamante?Victoria di Sebastian Schipper? Un premio arriverà a Panahi, l’iraniano che ha sfidato le autorità del suo paese girando il suo film? Ancora qualche giorno per sperare in una sorpresa.

 Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.