Prendersi cura del corpo, indossando un vestito. Non solo un fatto di estetica ma anche di benessere fisico, di nutrimento ed energia vitaminica. Senza dimenticare l’amore per la natura e il rispetto per l’ambiente. È l’idea cavalcata da due giovani siciliane,  Adriana Santanocito, di 36 anni, ed Enrica Arena, 28, co-founder di Orange Fiber, una startup che scommette sulla sostenibilità, guardando al settore ampio e in espansione dell’ethical fashion.

Ed è proprio la Sicilia, con i suoi paesaggi dorati, a rivivere nel progetto, brevettato, testato e lanciato nel 2014. Le arance di Sicilia, eccellenza assoluta del local food, esportate in tutto il mondo, sono la materia prima di uno speciale tessuto, ricavato grazie alle nanotecnologie: stoffe biologiche, ecologiche, innovative, ottenute dalla lavorazione degli scarti del frutto, che rispettano la pelle (evitando le tipiche allergie da contatto, causate dai tessuti sintetici) e che insieme rilasciano vitamine A, C ed E. Un vero e proprio trattamento di bellezza, con cui portarsi addosso un pezzetto di natura. Senza dimenticare l’aspetto economico e la strategia del riciclo: l’intento è quello di riutilizzare le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto che l’industria agrumicola italiana produce ogni anno. Uno spreco clamoroso.

Ospitato nell’incubatore d’impresa di Trentino Sviluppo, dopo lo studio di fattibilità condotto con il Politecnico di Milano,  Orange Fiber ha inoltre ricevuto il sostegno di alcuni business angels. Ad oggi due le tipologie di tessuto ottenute in laboratorio: raso tinta unita e pizzo. Bellezza che genera bellezza, ma soprattutto salute e cultura green. Nel segno di quell’innesto fra alta tecnologia e tradizione locale, sperimentazione a genuinità del prodotto, che sta indicando il futuro al settore agricolo ed energetico, a quello del food, ma anche al mondo della creatività. Il made in Italy del terzo millennio riparte da qua.

Helga Marsala

www.orangefiber.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.