Se è nella danza l’immagine per eccellenza della grazia e della levità, questo video di Louis de Caunes la cattura per intero. E ne restituisce alcuni movimenti, all’altezza del cielo. Il regista ha avuto a fianco il coreografo Benjamin Millepied, direttore del corpo di ballo dell’Opera di Parigi, mettendosi ad osservare, filmare e poi cucire, con un montaggio breve, i volteggi dei ballerini Leonora Baulac e Allister Madin. Il palcoscenico sono i tetti di Parigi, lo sfondo è uno skyline romantico, tra i cornicioni monumentali e l’orizzonte che sfuma, immerso in una luce crepuscolare.

Ruotando, saltando, correndo, capovolgendo la prospettiva, il pas de deux diventa un esercizio celeste, in cima alla città e ai suoi palazzi. Quasi a spiccare il volo. Nel mezzo, una sequenza di scene random conduce fin dentro l’Opéra Garnier, tra le sale prova e il grande palco, per la prima di un balletto.
Haut Vol, sulla musica ipnotica di Toys, sfida l’equilibrio, le vertigini e la gravità, sintetizzando in un minuto – tra flashback e slow motion – la bellezza di un’apparizione onirica, nel cuore della Ville Lumière. Tutto vero, tutto immaginato, tutto possibile come un pensiero che si stacca da terra, senza più peso.

 Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
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    j’adore, Dior