Il disco non è esattamente un capolavoro. Dieci tracce, racchiuse sotto al titolo di Solar Echoes, in cui si mischiano – con poca originalità e una certa retorica – esprit new age, memorie rock, un po’ di ambient e improvvise esplosioni elettroniche, cariche di pathos. Nigel Stanford, musicista neozelandese, presenta la sua ultima fatica, insieme a una produzione video. Che è decisamente più interessante di quella audio. Tutto nasce da un innamoramento antico per la sinestesia, quel disturbo percettivo (che è anche una virtù, dal punto di vista creativo) in grado di tradurre uno stimolo visivo in uno acustico, e viceversa.

Sedotto – come moltissimi artisti – da questo straordinario cortocircuito del cervello, che dilata e sovverte i canali della percezione, Nigel scopre a un certo punto la “Cimatica”, teoria scientifica che dimostra come sia possibile visualizzare le frequenze audio, rivelando micro dinamiche e architetture nascoste della materia: l’impressione è quella di materializzare, attraverso l’occhio, la trama invisibile e l’armonia formale del suono, la sua direzione e consistenza geometrica. Una vera e propria morfogenesi sonora, regolata dagli equilibri matematici della natura.

Da qui nasce Cymatics, video creato in occasione dell’uscita dell’omonimo singolo. Mentre Nigel Stanford suona con la sua band, una serie di dispositivi fisici – precedentemente allestiti e sperimentati, fino a ottenere gli effetti desiderati – interagiscono con la musica, mettendo in movimento acqua, fuoco, sabbia,  gas… Lo studio di registrazione si trasforma in un laboratorio di fisica, con effetti sorprendenti: tutti reali – assicura l’artista – senza l’aiuto di programmi digitali. E ci sono anche i video del backstage che svelano tutti i segreti del gioco. Una sinfonia sinestetica, in cui sono le onde sonore a costruire dipinti e sculture cinetiche…

Helga Marsala

www.nigelstanford.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • pino Barillà

    Altri dieci linguaggi uniti in un contenitore e questa performance diventa un’opera d’arte. Bella ma troppo chiusa nel mezzo tecnico del suono.

  • angelov

    Il suono come percussione molecolare si presta bene ad esperimenti come questi; anche i Mantra, parole o formule che sono in sé dei suoni, quando vengono pensati, producono nella mente umana lo stesso effetto delle vibrazioni sonore nella dimensione fisica.
    C’è molto Tesla in questi esperimenti creativi sulla linea di frontiera tra arte e scienza.