Ha origini antichissime la Fête des Lumières di Lione, che si tiene ogni anno tra il 4 e l’8 dicembre, in occasione delle celebrazioni per l’Immacolata Concezione. Devota alla Madonna fin dal Medioevo, Lione nel Seicento costruì un Santuario per invocare la protezione della Vergine contro il flagello della peste. I pellegrinaggi si sono susseguiti nel tempo, finché  l’8 dicembre del 1850 fu inaugurata una statua sul nuovo campanile della cappella: quella sera i lionesi accesero spontaneamente dei lampioncini sulle facciate delle loro case, riversandosi in strada con canti e preghiere, in segno di venerazione. La Festa delle Luci nacque così, per caso, come un rito collettivo officiato tra piccoli bagliori cittadini.

Dal 1989 questa straordinaria festa sacra è diventata un vero e proprio festival, animato da opere luminose en plain air, promosso dal Comune e progettato da artisti, architetti e studi creativi internazionali. Sculture urbane, proiezioni su palazzi, chiese e monumenti, luminarie, video mapping, light show e mega installazioni accendono lo splendido patrimonio storico-artistico e lo spirito contemporaneo della città, trasformata in un teatro sfavillante di luci e di colori.
La festa – tra le più belle al mondo – ogni anno calamita fiumi di turisti: nel 2012,  per l’edizione numero quattordici, 700.000 persone si sono riversate nel centro di Lione, durante i quattro giorni dell’evento. Un record assoluto.
Com’è andata l’edizione 2014, appena trascorsa? Uno short video riassume il meglio della caleidoscopica maratona luminosa. Tra sacro e profano, il racconto di un sogno metropolitano.

Helga Marsala

www.fetedeslumieres.lyon.fr/

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.