Il senso della vanitas secondo Nicola Bolla. Quando la morte si veste di diamanti

Ultimo weekend per scoprire la personale di Nicola Bolla, alla Fondazione Ducci di Roma. Fra teschi rivestiti di diamanti, serpenti, zoccoli di cavallo, “Underground” unisce simboli ed icone della vita e della morte, della potenza e della fragilità

Nicola Bolla, Vanitas skull with yellow eyes, 1997-2006

A un certo punto ho capito che il grande pregio dell’artista è che può in qualche modo costruirsi i propri giocattoli. E quindi ho cominciato a costruire delle sculture, che non immaginavo fossero sculture, ma che erano gli oggetti che avrei voluto collezionare”. Nicola Bolla si racconta, in un’intervista raccolta da Rai Arte in occasione della sua personale alla Fondazione Ducci di Roma, in corso fino al prossimo 13 dicembre. E racconta la suggestione che è alla base di tutta la sua ricerca, da sempre: dare forma a un’ideale wunderkammern, una personale camera delle meraviglie che nel tempo si arricchisce di oggetti, creature, architetture dell’immaginazione, fuori dal tempo e dalle sintassi consuete. Un catalogo di preziose bizzarrie, intitolato ai concetti di vanitas e di seduzione, di fragilità e di potenza.

E ci sono la vita, la morte, l’eros, la consunzione, il gioco e lo stupore, nella pratica scultorea di Bolla. Una celebrazione del bello, nella sua essenza effimera e insieme magnetica: Swarovski, teschi, armi, zoccoli di cavallo fusi in bronzo, sono segni carichi di forza simbolica, usati per dare vita a delle nature morte contemporanee, dall’anima provocatoria. Così, in una spinta estetizzante che esaspera il gusto per la superficie, si fondono il senso del tragico e la retorica del potere, del lusso, del peccato, del kitsch e della magniloquenza. Per una tensione continua tra saturazione vitale e malinconia del vuoto. Indagini sul’esistenza, affinando l’arte del gioco e della leggerezza.

Helga Marsala

Nicola Bolla, “Underground”
a cura di Claudio Strinati
Fondazione Ducci /Palazzo Cisterna – Via Giulia 163, Roma
fino al 13 dicembre 2014
www.fondazioneducci.org

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.