Siamo abituati a vederli brillare sulle facciate di palazzi e monumenti, come dispositivi immateriali che ne ricalcano struttura, intagli e modulazioni architettoniche, per un’interpretazione cromatico-luminosa di imponenti landmark urbani. E negli anni, il videomapping, ha iniziato a imporsi nell’ambito dei new media – spesso in sinergia con la musica elettronica – conquistando dignità e spessore di un vero e proprio linguaggio artistico. Non solo decorazione, non solo intrattenimento, ma un possibile spazio di ricerca visiva e concettuale.
A muoversi in questa direzione, arrivando ad estendere in una chiave progettuale nuova la tradizionale area di applicazione del videomapping, sono gli artisti Friedrich van Schoor e Tarek Mawad. Che scelgono un campo d’azione inedito: dalle scenografie urbane a quelle di boschi e foreste.

Dalla video mappatura di alcuni angoli boschivi, realizzata nell’arco di sei settimane trascorse a stretto contatto la natura, è nato un film che racconta l’avventura di Bioluminescent Forest: l’ispirazione arriva dal fenomeno della bioluminescenza, un processo chimico che trasforma organismi viventi in piccoli generatori di luce (dalle lucciole a certe creature marine), il progetto modula sulla pelle viva della foresta micro tessiture di luce, che accendono cortecce, funghi, foglie, rami. Un incantesimo tecnologico, esploso nella quiete solenne del bosco.

Mentre ad accordarsi col silenzio, per tutta la durata del film, sono i  suoni di Achim Treu, compositore e sound designer, terza anima del progetto. Un secondo video, realizzato durante il backstage, mostra le fasi del lavoro certosino che c’è dietro alla magia luminescente dei due artisti-botanici, esploratori di quella terra di mezzo in cui si incontrano paesaggio e tecnologia, attitudine  scientifica e sguardo romantico.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.