Lucente, cangiante, resistente ma flessibile, inconfondibile con la sua nuance metallica tra l’arancio e il dorato. Il rame, elemento chimico segnato col numero 29 sulla tabella atomica, lega tra le più antiche tra quelle utilizzate dal’uomo (le prime tracce conducono sino all’8700 a.C.), associato un tempo dagli alchimisti al pianeta Venere, conta una quantità di funzioni e applicazioni straordinaria. Dalla tecnologia al design, dall’arte alla scienza medica, c’è un universo intero che racconta, nel tempo e nello spazio, la storia e l’identità di questo materiale unico. Una mostra, in corso presso la Triennale di Milano, si srotola intorno al tema, trasformando un metallo dalla elevatissima conducibilità elettrica e termica in oggetto di un’indagine estetica e scientifica intrigante.
Trame, a cura diAntonella Soldaini ed Elena Tettamanti, sceglie dunque un approccio trasversale, celebrando la versatilità di questo protagonista universale della creatività e della ricerca. Allestimento elegante, declinato tra gli spazi ariosi del museo, per un progetto originale nei contenuti, raffinato nella forma, illuminante per le inedite connessioni disegnate lungo il percorso.

Tra Minimalismo, Arte Povera e ultimi linguaggi, la sezione dedicata all’arte contemporanea regala una galleria di sculture e installazioni preziose, trenta in tutto: lastre lucide, ossidate o acidate, fili intrecciati, forme austere o delicate, innesti con altri materiali, giochi di riflessi, geometrie, aperture. I nomi? Da Fausto Melotti, col suo strepitoso Monumento al nulla, in cui sei colonne di rame reggono uno sottile rete di acciaio, come adagiata nel vuoto, ad un Concetto Spaziale del ’62 di Lucio Fontana, superficie aperta sul nero dell’infinito grazie a un ricamo di fori e di tagli. E poi Carl Andre, Luciano Fabro, Anselm Kiefer, Joseph Beuys, Roni Horn, Danh Vo, tra gi altri.
Per il design sono invece cento gli oggetti esposti, progettati da altrettanti nomi autorevoli della scena internazionale: da Gae Aulenti a Ron Arad, da Antonio CitterioTom Dixon, da Ross Lovegrove a Tobia Scarpa; per l’architettura sono raccolti dieci modellini legati a progetti di autori come Herzog & de Meuron, Renzo Piano, Aldo Rossi, Steven Holl, mentre la sezione dedicata alla tecnologia svela i molti settori cruciali in cui il rame viene impiegato, come l’informatica, la medicina, l’energia, i trasporti.

Helga Marsala

“Trame. Le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura”
fino al 9 novembre 2014
Triennale Design Museum – Viale Alemagna 6, Milano
www.triennale.it
www.mostratrame.com

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.