I temi sociali sono il suo forte. Li attraversa con una leggerezza tagliente, che mette insieme la migliore scuola pubblicitaria degli ultimi vent’anni – quella che colpisce allo stomaco, ma con eleganza – passando dal pop al concettuale, con destrezza. Erik Ravelo, giovane art director di Fabrica, è l’asso nella manica del centro di comunicazione trevigiano, impegnato su molti fronti creativi, con clienti internazionali – Benetton in testa – e progetti di ricerca affidati ad artisti, grafici, designer.
L’argomento donne e violenza, Ravelo, lo aveva già affrontato qualche mese fa. Lo scorso febbraio aveva infatti esso a punto una campagna per il Guardian, dedicata alla battaglia contro l’infibulazione. Uno scatto ravvicinato di una lama, tagliuzzata, attraversata dallo slogan “End Female Genital Mutilation”: il sangue ed il dolore restavano sul piano dell’immaginazione, evocati da quel piccolo oggetto affilato. Sintesi, stile, efficacia.

Oggi Ravelo torna a occuparsi di donne con un’altra campagna, stavolta commissionata per United Colors of Benetton e realizzata a supporto di UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove l’eguaglianza tra i sessi e l’emancipazione femminile. Un’immagine, due video e una serie di opere, concepite in occasione dell’ultima Giornata internazionale dell’Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne: 25 novembre 2014.
Il concept del progetto End Violence Against Women Now! Sceglie un linguaggio poetico, delicato, pur non abbandonando l’irruenza di sempre: la scena di una lapidazione viene reinventata e ribaltata in un’apparizione surreale. Un brabco di uomini circonda una donna, con aria minacciosa. Poi tutti iniziano a colpirla. Lanciando dei dei fiori. Non più pietre, ma petali. L’impossibilità di ferire si traduce in un incantesimo da fiaba: paesaggio incontaminato, tra cieli azzurri, distese incontaminate e nuvole di rosa e d’arancio. Quest’ultimo il colore ufficiale della campagna ONU.

L’altro lavoro, Facing, riprende un altro elemento chiave del capitolo “tortura al femminile”. L’acido. Lo stesso che ha devastato i volti di centinaia di donne, in Medio  Oriente, ma anche qualche volta in Italia. La storia di Lucia Annibali, l’avvocatessa 36enne di Urbino, sfigurata nel 2013 dall’ex fidanzato, è ancora una ferita che brucia, nelle coscienze di tutti.
È lei oggi a dire alle donne: “Non lasciatevi mai sopraffare, non lasciate che sia lui a imporvi come essere”m lanciando un appello da un convegno, uno dei tanti che stanno animando il Paese: “Se avete solo un sospetto che un’amica, una sorella, una vicina, sia nei guai con un violento, aiutatela a capire che la denuncia può salvarla“.
L’acido con cui ha lavorato Ravelo diventa, a sorpresa, un elemento positivo, generatore di bellezza. Utilizzato per lavorare delle grandi superfici metalliche incise, lascia emergere in positivo i volti di ragazze che hanno subito violenza. Le tavole saranno vendute all’asta nel 2015 e il ricavato andrà interamente alle attività di UN Women.

Nelle parole di  Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttore esecutivo di UN Women, un messaggio globale, che suona come una richiesta di sostegno, rivolta ai cittadini, alle aziende, ai creativi, a chi veicola immagini, cultura, educazione: “Sappiamo che la pandemia di violenza che colpisce 1 donna e 1 ragazza su 3 può essere fermata. Ma non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno di partner che ci aiutino a sensibilizzare e promuovere una cultura della tolleranza zero nei confronti di questa pervasiva violazione dei diritti umani. Benetton è un partner. La sua campagna, lanciata in occasione della Giornata internazionale per porre fine alla violenza contro le donne (Day to End ViolenceagainstWomen) sostiene i nostri sforzi globali. Apprezziamo questo impegno per la causa“.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.