H.H. Lim, Tornare al senso costruttivo
Performance al Teatro Verdi, Milano
sezione Performing Art District – IF Festival
a cura di Francesca Pasini – Galleria Bianconi, Milano
21 novembre 2014

Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma. H.H. Lim prende in mano Lavoisier, lo passa al setaccio dell’Heidegger di Costruire, abitare, pensare e mette in scena al Teatro Verdi di Milano la sua personalissima visione del tempo e della Storia. Ribadendo la necessità dell’atto creativo vissuto nella sua dimensione insieme plastica e poetica; simbolo dell’incessante scorrere della civiltà.
È probabilmente la prima volta che vediamo un artista prendere di petto Expo 2015, e farlo senza i necessari intenti polemici che non possono non ammantare il caos che regna attorno all’impresa: H.H.

Lim filma l’andirivieni di camion e betoniere all’interno dei cantieri di Rho, eleggendo questo momento a icona del costante rigenerarsi dell’uomo, delle sue forme, nelle sue attività. Quel video di sposa, in un trittico, a quelli tratti nell’ambulatorio di un dentista e in una fonderia: insistita la convergenza, a livello sonoro, visuale ed essenzialmente materico, fra i tre ambiti, frammenti di un puzzle che restituisce il quadro complessivo di un homo faber colto al massimo della sua espressione.
L’apparato video funziona da prologo alla performance vera e propria, con H.H. Lim a tagliare a colpi di flessibile quella spada che solo poco prima ci ha mostrato in fase di fusione. Nuova trasformazione della materia, della sua forma e sostanza, in un processo ininterrotto che si replica all’infinito.

Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.