Vi ricordate il video Enjoy the Silent deiDepeche Mode? One degli U2, Do I Have to Say the Words di Bryan Adams, Heart-Shaped Box dei Nirvana o Viva la Vida dei Coldplay? E le copertine dei dischi di Springsteen, Nick Cave, Metallica, Therapy,The Rolling Stones, Bon Jovi, The Killers, i Simple Minds, I R.E.M., i Bee Gees? Bene, se sapete cosa ha in comune tutta questa lunga lista allora saprete che stiamo parlando di Anton Corbijn, riconosciuto come una delle firme più prestigiose nella storia del videoclip e degli shooting per rockstar. E che succede? Succede che in occasione del Festival di Roma lui sia venuto in persona a presentare il suo quarto film destinato al grande schermo, La spia – A Most Wanted Man, dall’omonimo romanzo di John Le Carre. Un thriller politico girato e montato secondo uno stile classico, con un cast a prova di bomba, guidato dall’indimenticabile Philip Seymour Hoffman, alla sua ultima interpretazione prima della morte. Insieme a lui Willem Dafoe, Robin Write, Rachel McAdams, Nina Hoss.

Corbijn nella sua carriera ha fotografato i Joy Division, i Depeche Mode, Tom Waits, Bruce Springsteen, i Prāta Vētra, Peter Hammill, Miles Davis, Björk, Robert De Niro, Stephen Hawking, Elvis Costello, Siouxsie and the Banshees, Morrissey, Peter Murphy, i Simple Minds, Clint Eastwood, The Cramps e i Roxette, solo per citarne alcuni. Ma è con gli U2 che ha stretto il più forte e lungo sodalizio artistico.
Il regista racconta che è stato proprio grazie ad un servizio fotografico per Vogue che ha incontrato la prima volta il compianto Seymour. “Pensare a lui nel ruolo del protagonista per La Spia è stato naturale”, ha spiegato, “era perfetto per fisicità e intensità e capace di rendere bene la figura di una spia con forti doti di leadership e intelligenza tattica… A prescindere da qualsiasi problema avesse al di fuori del film, la performance non ne ha mai sofferto. Quando abbiamo guardato insieme il film nelle fasi iniziali, non riuscivo a credere che il tizio seduto a fianco a me fosse lo stesso che vedevo sullo schermo”.
Noi queste storie l’abbiamo scoperte in una bellissima intervista che il regista ci ha rilasciato proprio in occasione della presentazione del film, insieme a un Willem Dafoe in forma smagliante. Godetevi l’incontro e mettete in calendario di andare al cinema: potreste mai perdere l’ultima grande interpretazione di uno strepitoso Hoffman?

Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.