Giornate di fuoco alla Mostra del Cinema. Artribune passa da un evento all’altro, da una sala a un’intervista. Incontriamo Gabriele Salvatores di mattina che ci racconta come ha lavorato su Italy in a Day. Facciamo tappa in sala per un piacevole film francese, Le dernier coup de marteau, di Alix Delaporte. Dopo un’intervista a sorpresa di cui vi sveleremo il soggetto domani, riusciamo a contattare Gianluca Guzzo, amministratore delegato di My Movies, per chiedergli cosa ne pensa della nuova piattaforma lanciata da Ciak e Chili.

Torniamo in sala per il cinese Red Amnesia, di Wang Xiao-shuai, per noi una delle pellicole più papabili per un Leone almeno. Una puntatina al red carpet con Milla Jovovich, Ethan Hawke, Anton Yelcin ed è ormai sera. La stanchezza incombe e già si pianifica la scaletta di domani…

Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • Mandarel

    Ormai si deve cominciare a pensare che a meno di grosse rivoluzioni il futuro del cinema è on line, come dimostra anche il film di Salvatores.