Nella cornice delle Giornate degli Autori arriva un evento speciale firmato dalla coppia artistica Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, I Masbedo. Il progetto, prodotto dalla Vivo Film di Gregorio Paonessa e Marta Donzelli, insieme con Beatrice Bulgari e In Beetween Art Film, è incentrato sulla figura della donna. The Lack, di cui gli autori ci raccontano in questa ampia intervista raccolta a Venezia, è una libera interpretazione per immagini di quattro modi differenti di affrontare il senso della mancanza. Una combinazione visiva dove la trinità fondamentale è composta dal personaggio femminile, dallo spazio in cui questo si muove e dal suono della natura o quello che risulta dall’interazione delle parti.

Così dopo un breve prologo, il primo personaggio affronta un abbandono esternando violenza contro il doppio di se stesso. La seconda presenza viaggia come Diogene per illuminare una porzione di natura abbandonata nel buio della notte. Nel terzo episodio, il più sofisticato dal punto di vista compositivo, due donne affrontano il passato e il futuro in due dialettiche opposte che si incontrano al centro del discorso: una versione femminile di Caronte porta la vita su un’isola di vetro galleggiante alla deriva. Nell’ultima sezione sono tre le attrici, ma la vera protagonista non si vede mai, al suo posto la proiezione di se stessa in un futuro rifiutato a priori.

Masbedo, The Lack
Masbedo, The Lack

In The Lack la mitologia collettiva si mescola a suggestioni di carattere più arbitrario, rendendo ogni interpretazione possibile. Alcuni simboli vengono stravolti con un risultato disorientante. La donna che uccide la metà di se stessa, quella che illumina il vuoto notturno, la giovanetta che svuota il guscio d’uovo, il rifiuto della progenie nell’ultimo passaggio, sono tutti contenuti negativi, che indicanoappunto “la mancanza”. Gli eventi sono ambientati in un tendone da circo, che è anche un ventre, un utero, sempre con lo spettro inquietante della sterilità. Forse è proprio questa la carenza più forte di cui soffre The Lack: con l’artificio linguistico si perde di autenticità.

Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • Mandarel

    Qui entra in campo la vera passione e voglia di fare ancora cinema puntando su nuove leve…