Una vita da eroina mediatica, icona di stile, eccentrica signora di salotti e copertine internazionali. Una bellezza misteriosa, regale ed inquieta. Una vita fuori dal comune, già a partire dal cognome. Daphne Guinness appartiene ad una ben nota famiglia aristocratica irlandese protestante, celebri produttori dell’omonima birra, personalità di spicco in ambito imprenditoriale, bancario, politico e religioso. Nata a Londra bel ’67, visse in pieno l’euforia newyorchese degli anni Ottanta insieme alla sorella Catherine, che fu compagna di Andy Warhol. A 18 anni sposò il figlio dell’armatore greco Stavros Niarchos, da cui ebbe tre figli e che lasciò dieci anni più tardi, con un divorzio milionario. Oggi pare sia la compagna (segreta, ma non troppo) del filosofo francese  Bernard-Henri Lévy.

Fin qui la vita privata, giusto per tratteggiare i contorni di una figura a metà tra cinema, letteratura e star system. Per il resto, Daphne, oltre a gestire il cospicuo patrimonio familiare, ha trovato il suo business creativo nella moda: insieme a Dover Street Market ha lanciato una sua linea di abbigliamento e nel 2009 ha firmato un profumo per Comme des Garçons. Appassionata di stile e di seguace di grandi couturier, ha collezionato per anni capi storici e preziosi di haute couture, aggiudicandosi nel 2010 l’intero guardaroba dell’amica Isabella Blow, indimenticabile fashion icon, talent scout ed editor di Vogue, suicidatasi nel 2007.
Daphne Guinness, alla soglia dei cinquant’anni, si misura con un’avventura tutta nuova, confezionata con tutti i crismi e appena presentata sulla stampa internazionale: eccola, nelle vesti di cantante e performer, in un videoclip d’autore  che anticipa il suo album di debutto, atteso per settembre, con la produzione di Tony Visconti. Evening in Space è una ballata lenta, melodrammatica, a metà tra atmosfere oniriche, futuristiche e art rock, ben raccontate da uno short film che ruota tutto intorno all’enigmatico personaggio di lei.

Daphne Guinness, Evening Space
Daphne Guinness, Evening Space

Dietro il concept e la regia c’è David LaChapelle, col suo inconfondibile tocco teatrale, mix di pop plastificato, erotismo patinato, preziosità barocche e allucinazioni fantascientifiche.  Sul set si susseguono outfit hollywoodiani, con una selezione di capi degli stilisti prediletti dalla Guiness, da Iris van Herpen and Noritaka Tatehana, insieme ad alcuni pezzi cult della sua collezione. Frullando riferimenti vari al mondo della musica e dell’arte contemporanea, da Bjork a Lady Gaga, da David Bowie a Mattew Barney, da Mariko Mori a And Warhol, da Madonna alle stesse modelle di LaChapelle, Daphne Guiness si trasforma qui in una sexy principessa dello spazio, creatura mutante immortalata tra pose da diva, amplessi alieni, palcoscenici circensi, paesaggi  fantasy e lussuose astronavi.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Federica

    Helga, sei la migliore, io ti amo!