Dopo la presentazione alla Ayyam Gallery di Londra, nel 2013, in occasione della personale “Whole il Wall”, il video Infiltrators di Khaled Jarrar (nato a Jenin nel 1976), venne selezionato per uno screening presso il centro palestinese di Al Midan, ad Haifa, nel giugno dello stesso anno. Ma Khaled non era presente in sala. Visto d’ingresso negato dalle autorità israeliane.
A luglio 2014 la storia si ripete. Tristemente, clamorosamente. E soprattutto, senza ragione.  Khaled Jarrar doveva prendere un volo martedì 15 per raggiungere New York: il New Museum aveva infatti selezionato il suo film per la grande mostra “Here and Elsewhere” – in corso fino al 28 settembre – dedicata al mondo arabo, letto attraverso la lente multiforme di quarantacinque artisti emergenti e mid career, provenienti da quindici Paesi (Marocco, Egitto, Siria, Tunisia, Palestina, etc.) e quasi tutti con esperienze internazionali: a emergere è un ritratto delle complessità sociali, politiche e culturali che definiscono questa parte del globo, oltre l’immagine di un’entità omogenea e coesa.

Khaled, in mostra con il suo Infiltrators, non ha però potuto presenziare all’opening. Lasciata Ramallah lunedì 14 per raggiungere il confine tra Israele la Cisgiordania, dove aveva intenzione di decollare verso gli USA, si è visto negare i permessi dalla sicurezza israeliana. Impossibile lasciare il Paese, come indicato a chiare lettere sul passaporto. Motivi? Sintetizzati in una linea retta segnata con una biro. Nessuna spiegazione. Documenti in regola, naturalmente, e un ultimo viaggio di lavoro a Parigi, lo scorso giugno, andato a buon fine.
Nelle ultime settimane i controlli lungo le frontiere di Israele sono stati rafforzati, in coincidenza con l’inasprirsi dei conflitti armati tra Israele e Palestina: Jarrar è uno dei cittadini palestinesi che sono stati rispediti indietro domenica notte, dopo sei ore di attesa sulla frontiera. L’altra faccia della guerra: da un lato l’ignobile carneficina che condanna fiumi di innocenti, dall’altro l’insidiosa  limitazione delle libertà personali che sospende le vite dei cittadini, minacciati dall’incubo delle granate o dalla morsa dei controlli. Muoversi, viaggiare, persino camminare, non è più una scelta, né un diritto. Il tema della ricerca artistica di Khaled sta tutto in questo dramma collettivo.

Il passaporto Jarrar con il diniego delle autorità israeliane - courtesy of Khaled Jarrar
Il passaporto Jarrar con il diniego delle autorità israeliane – courtesy of Khaled Jarrar

Infiltrators è una coraggiosa documentazione del viaggio di un gruppo di palestinesi, che illegalmente entrano a Gerusalemme attraverso il muro di separazione tra Israele e Cisgiordania. Clandestini, osservati e filmati in piena notte, nel disperato tentativo di raggiungere le famiglie, un’occasione di lavoro, una casa, degli amici. Barriera tagliente, pericolosa, bagnata di sangue e di tensione: da quello stesso muro, più volte, sono passate di soppiatto cellule di terroristi, per attaccare i civili d’Israele.
Il lavoro di Khaled Jarrar si concentra sulle continue restrizioni israeliane rispetto ai movimenti del popolo palestinese, sia all’interno che all’esterno dei loro territori. Un’indagine sull’utopia della libertà e sul concetto di confine, nel cuore di una terra martoriata, irresponsabilmente, da una faida senza senso, senza tregua.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Luna d’argento

    Una guerra assurda e insensata che sta distruggendo la vita di migliaia di persone…Tutta la mia simpatia e il mio apprezzamento a Khaled, con l’augurio di un futuro di libertà e di pace…

  • angelov

    Il silenzio di Papa Pio XII durante gli anni in cui nei campi di sterminio nazisti morivano migliaia e milioni di ebrei, verrà un giorno non lontano paragonato a quello attuale degli ebrei sparsi per il mondo, nei confronti delle politiche sioniste. Il sentimento della Schoah, unito all’idea di una terra dove gli ebrei possano finalmente sentirsi al sicuro, formano in realtà una miscela esplosiva dalle conseguenze devastanti per ambedue i fronti in guerra perenne. Bisognerebbe in realtà conoscere la storia, al di là delle alterne propagande, e ripercorrerla; ed alla luce di questo, affrontare queste apparentemente impossibili problematiche.