Era il bad boy del capolavoro di Collodi, la figura pestifera che portava Pinocchio sulla via della disubbidienza: compagni d’avventura in marcia verso il Paese dei Balocchi, il bambino e il burattino gettavano alle ortiche doveri e abbecedari, barattandoli con due orecchie d’asino e un destino di rocambolesche peripezie.
Fiaba straordinaria, che non smette di fornire spunti e allegorie, buoni per tutte le stagioni. E proprio “Lucignolo” si intitola l’ultimo progetto didattico elaborato da Alfonso Leto per i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “A. Manzoni” di Alessandria della Rocca e Bivona, in provincia di Agrigento. Un lungo periodo di ricerca laboratoriale e poi una mostra, ospitata fino al 30 giugno al Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina. Il gioco è tutto nella sottile corrispondenza tra il personaggio collodiano e la didattica creativa: Lucignolo è “la coscienza critica che Collodi brucia come una candela per far luce sul cammino del protagonista”, scrive Leto. È l’alter ego di Pinocchio, la sua anima laterale e politicamente scorretta, la parte necessaria al racconto affinché questo non soccomba al pensiero unico di una disciplina obsoleta, polverosa, limitante: nello sguardo vispo e acceso della piccola peste c’è quel modo di intendere l’educazione artistica come alternativa “a una resistente  e residua pedagogia della staticità mentale e ad una vincente  invadenza del mezzo tecnologico, spesso non supportato da pulsioni e contenuti di umanità e  creatività”.

Recuperare l’umanità, dunque, il rapporto con gli archetipi e la bellezza della dissidenza. I ragazzi hanno lavorato con le mani, col colore, col suono, col repertorio di immagini attuali ed ancestrali che la grande pittura italiana contemporanea ha fornito loro. Occasione per un esercizio del pensiero e dell’immaginazione pressoché assente nei programmi scolastici tradizionali.
Ne è venuto fuori un corpus di tele dalla qualità sorprendente e persino una performance musicale alla batteria, tutti lavori ispirati a dipinti dei maestri della Transavanguardia: “Le opere di Chia, Cucchi, Paladino e De Maria“, ha spiegato Leto, “per la loro peculiarità psicologica ed estetica, rappresentano un momento  di ritrovata e perpetua ‘pubertà’ dell’arte contemporanea, così ricca di inciampi, libertà lessicale, fantasia, equilibrismo pittorico”. Un rivisitato Paese dei Balocchi, in cui si è liberi nel gioco, nell’errore e nel candore dello sguardo.

Gli stessi studenti, proprio nel mese di giugno, si sono aggiudicati la vittoria del concorso “Progetti Digitali” promosso da USR Sicilia (Ufficio Scolastico Regionale / Miur) e AICA (Associazione Italiana per l’ Informatica e il Calcolo Automatico), grazie ai video sperimentali del ciclo “Art Music Play”, realizzati nel corso dell’anno ed esposti a Gibellina, insieme ai dipinti. Un premio che valorizza “percorsi di formazione particolarmente innovativi attraverso l’uso delle nuove tecnologie, per favorire lo sviluppo di capacità critiche e creative dei giovani”. Anche il video che documenta le fasi del laboratorio sulla Transavanguardia è frutto dell’ingegno dei ragazzi: montaggio, riprese e persino attrezzature arrivano da un lavoro di autoproduzione. Tutto, sempre, con la guida dell’insostitutibile artista-prof. Alfonso Leto.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Alfonso Leto

    Questo articolo di Helga Marsala ,come un dono inatteso,
    arriva per ripagare di qualche amarezza un’attività d’arte contemporanea nella
    didattica che tanti critici, testate e rubriche, quì e la, raggiunti dai
    comunicati stampa non hanno saputo ne
    voluto cogliere, così compressi nella loro attività di “stretta
    osservanza” condominiale e di adiacenze, incapaci di un respiro puro e
    lungo, sordi ai richiami della fantasia, a fornire il giusto compenso morale ai
    tanti ragazzini impegnati in questa avventura d’arte totale, alla loro scuola
    coraggiosa, a due comuni che, nelle ristrettezze hanno supportato l’attività e
    persino alla Fondazione Orestiadi di Gibellina che ha accolto con amore questo
    progetto. E oggi dico ad Helga Marsala,
    a nome anche della mia scuola e dei ragazzi, che scrivendo così spontaneamente questo
    bellissimo articolo, così ben corredato, su ARTRIBUNE -Television, ha condotto
    questa esperienza didattica sul piano alto dell’arte contemporanea e delle sue
    molteplici espressioni linguistiche e persino politiche. Grazie, dunque.