I Webby Awards sono il più importante premio internazionale dedicato alla creatività e alla comunicazione sul web. Istituiti nel 1996, agli albori della cybercultura, i Webby sono promossi dall’Accademia Internazionale delle Arti Digitali e delle Scienze (IADAS), un organo composto da circa mille utenti, che tra i membri esecutivi annovera autorevoli esperti del net, imprenditori, luminari, visionari, creativi, oltre ai premiati e nominati delle varie edizioni. Cinque le categorie, a cui la giuria ufficiale e una giuria popolare assegnano annualmente i riconoscimenti: Websites, Interactive Advertising & Media, Online Film & Video, Mobile & Apps and Social.
Per la diciottesima edizione,  i Webby Awards hanno incoronato “Personaggio dell’anno” un artista, tra i più celebri, amati, chiacchierati del globo. Banksy, re indiscusso della street art, da anni sulla scena internazionale con le sue provocatorie azioni pubbliche, rimasto rigorosamente anonimo, ha ricevuto la scorsa settimana l’importante titolo. Ad avere convinto l’IADAS è stato il grande progetto “Better Out Than In”, messo in atto da Banksy a New York, nell’ottobre del 2013: un mese intensissimo, durante cui l’artista, con spirito underground, indipendente, ludico, dissacrante ed invasivo, ha riletto la città disseminandola di segni, eventi, azioni quotidiane. Ogni giorno una sorpresa, senza annunci, senza un programma stabilito, senza indicazioni sul dove, il come e il quando.

Anche se le opere erano principalmente dipinti o oggetti fisici sparsi per New York”, hanno spiegato dalla giuria, “la vera vetrina ha avuto luogo sugli schermi di tutto il mondo, attraverso tutte le forme di media digitali”. Milioni di click sui video pubblicati sul canale Youtube di Banksy, 350.000 persone collegate sul suo account di Instagram, una valanga di tweet e di share via Facebook, e l’hashtag #Banksy utilizzato oltre 38.000 volte nel corso del mese, mentre i newyorchesi condividevano in maniera virale, sui loro social, le foto scattate ai lavori e le performance. Una rappresentazione perfetta dell’Impero della comunicazione on line 2.0, e la dimostrazione di come la realtà – fatta di azioni, di relazioni, di conflitti, di intersezioni forti tra le persone e i territori – possa assumere una sostanza nuova, amplificata, collettiva, potenziata e a suo modo concreta. Tanto da generare straordinari fenomeni popolari. Nel video prodotto dai Webby Awards il racconto dell’incredibile esperienza di Banksy, in residenza a New York.

Helga Marsala

www.webbyawards.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.