Takashi Murakami on screen. Storia di un bambino e del suo amico volante

Arriva nei musei statunitensi, per un tour in otto tappe, il primo film di Takashi Murakami. Una storia fantastica, adatta ai bambini, ma che non mancherà di conquistare anche gli adulti. Il nuovo trailer e un’intervista all’artista

Takashi Murakami, Jellyfish Eyes

È la storia di Masashi, un ragazzino giapponese che insieme alla sua mamma si trasferisce in una tranquilla cittadina di campagna, subito dopo un disastro naturale. La fuga, il viaggio e un nuovo inizio, senza colpi di scena. Almeno così pare. Perche il nuovo film di Takashi Murakami, artistar di fama mondiale, poeta dell’estetica superflat, tra postmoderno, neo-pop, fantasy e iconografia manga, presto si trasforma in una favola surreale e futurista. Jellyfish Eyes racconta infatti l’amicizia tra Masashi e una strana medusa volante, battezzata Kurage-bo, apparsa all’improvviso, un pomeriggio, durante il tragitto da scuola verso casa.

Un caso eccezionale? Il frutto dell’immaginazione di un bambino? Niente affatto. Tutti i bambini di quella piccola città avevano degli improbabili animali domestici, comandati da dispositivi elettronici, usati per sfidarsi l’un l’altro, giocando. Ma dietro l’aspetto ludico, le magiche creaturine celavano qualcosa di inquietante: una minaccia per tutta la comunità…
Il topos narrativo non è nuovo per il genere (basti pensare ai Gremlins o ad ET), ma il live-action d’esordio di Murakami promette faville. Col tocco inconfondibile di un maestro dell’immagine, l’utilizzo di raffinate tecnologie e una produzione di alto livello, Jellyfish Eyes non risparmierà sorprese.

Presentato in prima visione assoluta al Los Angeles Contemporary Art Museum, lo scorso 8 aprile, poi approdato in diversi teatri del Giappone, il lungometraggio è adesso pronto per un tour in otto città degli Stati Uniti, dal 1 maggio al 5 giugno: Dallas (Dallas Museum of Art), Boston (Institute of Contemporary Art), Seattle (Henry Art Gallery), Washington, DC (Hirshhorn Museum and Sculpture Garden), Chicago (Museum of Contemporary Art), Los Angeles (The Theatre at Ace Hotel), New York (Film Society of Lincoln Center), San Francisco (Asian Art Museum).
Dopo il trailer ufficiale, in circolazione da mesi, Vanity Fair ne ha lanciato uno nuovo di zecca, proprio in occasione degli appuntamenti americani. Eccolo – nell’attesa di vedere il film anche in Europa – insieme a un’intervista realizzata nel 2013 da The Creators Project, nell’ambito di una mostra da Blum & Poe, a Los Angeles.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.