Sobrietà, essenzialità, leggerezza. E il fascino genuino del legno, lavorato con tecniche di derivazione artigianale e sfruttato in tutta la sua bellezza naturale. Senza trattamenti radicali, né colorazioni. È questo il mondo di Maruni Wood Industry, storica azienda giapponese di mobili, nata a Hiroshima nel 1928 sotto al motto “industrialise handcrafting”. La forza del marchio? L’estrema semplicità, l’intelligenza ergonomica dei modelli, la delicatezza delle finiture e la raffinatezza delle forme.
Al Salone Internazionale del Mobile 2014 (stand D33, padiglione 6) arrivano le collezioni fresche di produzione, con un paio di pezzi forti. Firmato da Naoto Fukasawa, industrial designer nonché art director Maruni, il divano Roundish sfoggia linee morbide e una struttura fatta di simmetrie, equilibri perfetti, curve dolci che abbracciano con garbo il corpo, quasi ad accompagnarlo.  A contrasto col legno chiarissimo, spicca il blu zaffiro del tessuto, proveniente dalla mitica linea Divina della danese Kvadrat. Altro sofà che unisce semplicità e comfort è il neonato Bruno, del designer inglese Jasper Morrison, firma già nota ai fedelissimi di Maruni, grazie al candido set tavolo-sedie Lightwood, lanciato nel 2011. Bruno, risolto in un impalpabile grigio-verde “smokey”, incastra i cuscini tondeggianti su un telaio in legno che evoca la classica panca da interni. Anche in questo caso la tinta esclusiva del tessuto arriva dalla gamma ampissima del catalogo Divina.

Classico-contemporaneo anche per le sedie Maruni, oggetto declinato in decine di modelli, tutti con una stessa cifra estetica e uno stesso livello qualitativo. Minimali, esili, lisce, ma mai asettiche: “Le sedie in legno, che sono da sempre uno standard mondiale”, ha spiegato Fukasawa, “trasmettono un senso di calore tipico dell’artigianato, più che del prodotto di design. Quello che questa collezione vuole presentare è lo stesso calore umano combinato con purezza e finezza“. E non è solo un fatto di forme, ma anche di materiali e di rispetto della tradizione: è essenziale che la tecnologia usata per una produzione in scala industriale sia radicata in una profonda conoscenza del legno, delle pratiche artigianali, dello studio di strutture, pesi, equilibri. Per offrire un’esperienza confortevole, dal tatto alla postura, capace di “cambiare la maniera di sedere” e di instaurare un “dialogo tra la sedia e la persona”.

Helga Marsala

www.maruni.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.