Per Lisa Batacchi l’arte è un fatto di relazioni, di sistemi affettivi da stimolare, registrare, decodificare, lasciare evolvere. Le persone come materia prima, i luoghi del quotidiano come palcoscenico, le dinamiche intime, sentimentali, come laboratorio di energie autentiche, da intercettare. È nato così, partendo da questi presupposti di metodo e di visione, il lavoro “In silenzio il silenzio” realizzato sull’isola Palmaria nel 2008, insieme a Federica Forti, curatrice. L’artista aveva battuto a tappeto le case del posto, inventandosi un anomalo scambio: delle federe nuove, in cambio di quelle usurate dal tempo, che erano rimaste tra le lenzuola di adulti e di bambini. Occasione preziosa per stabilire un canale di dialogo  con gli abitanti, e iniziare a raccogliere storie, aneddoti, memorie, legati all’isola e alla sua comunità.

Tramutatasi in archivio  vivente di ricordi, Lisa, col suo carico di racconti e di tessuti impregnati di sogni e di pensieri, ha dato una forma definitiva a questo esperimento, ricavandole una grande installazione: cucendo insieme le centinaia di federe, secondo il disegno dei contorni dell’isola Palmaria, è venuta fuori una replica concettuale del luogo, da guardare dall’alto e da interpretare come un ritratto plurale, vivo, sentimentale dell’isola stessa.
La scultura ha poi trovato posto a Ponza, nel 2013, durante il ciclo di residenze Incontri ad Eèa’, curato anch’esso da Forti, insieme a Alessandro Buganza ed Ezster Csillag. Qui è così arrivato l’eco di quell’esperienza precedente, mentre un secondo progetto di Lisa Batacchi sbocciava, ancora nel solco di una stessa indagine sulle persone e sul loro modo di parlarsi, di osservarsi, di legarsi, di interagire. Tra loro e con gli spazi intorno.

Lisa Batacchi, Blu nel blu, 2013
Lisa Batacchi, Blu nel blu, 2013


Blu nel blu” é una performance partecipata. Una specie di rito da compiere intorno a un tavolo, in un clima di conviavialità e di leggerezza, godendosi il mare al tramonto, su un pezzetto di spiaggia.  Il gioco: ogni partecipante doveva ritrarre la persona seduta di fronte, senza guardare mai il foglio. Di nuovo un’idea costruita intorno al sentire delle persone, al loro reciproco sentirsi e relazionarsi; di nuovo un progetto fatto di sguardi, di gesti, di riflessi spontanei, di tracce da raccogliere. Un momento di intimità sincera, attraverso cui lasciar fluire liberamente percezioni ed emozioni: con occhi intenti ad agganciare altri occhi, perdendosi assieme nel paesaggio.

Helga Marsala

www.lisabatacchi.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.