Il suo ultimo video, intitolato semplicemente Beauty,  sta spopolando sul web, raggiungendo numeri incredibili, tra Youtube, Vimeo e i vari social network. Una di quelle opere nate per sedurre e diventare virali. Eppure Rino Stefano Tagliafierro al successo c’era abituato, nonostante la giovane età. Nato nel 1980, il regista e videomaker piacentino ha già al’attivo una lunga sequela di partecipazioni a concorsi e festival internazionali – dall’Atlanta Film Festival 2013 al Video Art & Experimental Film Festival of NEW YORK 2013, dall’ESMI Awards at FIC di Buenos Aires, all’ Ottawa International Animation 2012, dal Festival del Cinema di Venezia al Cracow Film Festival – oltre a una serie di collaborazioni importanti con artisti (Four Tet, M+A, Mobbing, Digitalism, David Jones, Eva, Fabri Fibra, Big Fish, Morgan, Mario Venuti, Vittorio Cosma, Orax) e brand commerciali (Lancia, BMW, Adidas, Antonio Marras, Kenzo).

Il suo gusto onirico, da cui vengono immagini sospese, romantiche, cariche di pathos e di sottile inquietudine, trova nella video animazione il linguaggio più efficace. Così, il super cliccato Beauty, altro non è che una lunga galleria di opere d’arte antica, dal rinascimento al romanticismo, passando per il barocco, elaborate digitalmente così da metterle in movimento: i capolavori della storia dell’arte prendono vita con lentezza, tra tenere carezze, scene erotiche o cruente, cieli squarciati dai lampi e mari agitati da onde schiumose. Un trucco raffinato ma smaccatamente artificiale, per alcuni stucchevole, per altri ipnotico,  per certuni retorico, per certi altri ammaliante.

Ma Tagliafierro, di opere costruite con tecniche simili, ne aveva già fatte diverse. E tutte accolte con grandi plausi. Ad esempio My Super8, realizzato per M+A: un’ambientazione surreale, per  accompagnare la suadente ballata post-rock della giovane e promettente band italiana. Il video è interamente composto da una sequenza di 300 immagini fotografiche, animate grazie al morphing. Ambientazione elegante e retrò, tra orologi a cucù, teste di cervo imbalsamate, marmi e carte da parati, atmosfere liberty e una chaise longue in stile imperiale, su cui si osservano, si toccano, si tirano i capelli, si strangolano, si baciano dolcemente, si sfiorano e si allontanano due bambine agghindate come due signore. Un rapporto di amore-odio, che prosegue tra maschere di coniglio, forbici puntate al collo,  ombre oscure e pallidi riflessi, balaustre da cui sporgersi e una scala da cui precipitare, insieme. Come in un romanzo d’epoca, in un vecchio film noir o in un sogno che diventa incubo, nel cuore della notte.
My Super8, prodotto nel 2011, ha vinto come Best Videocplip al FIC (Festival Internacional del Cortometraje) di Buenos Aires ed è stato selezionato per alcuni ta i più importanti video festival del mondo, tra la Francia, La Serbia, gli Stati Uniti, la Romania.

Helga Marsala

www.rinostefanotagliafierro.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
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  • angelov

    Sarebbe interessante vedere anche Dalì, Mondrian o Kandinsky animati

  • Valentina

    A me il video piace, però non è un’idea originale. Già nel
    1991 James Herbert aveva realizzato per i R.E.M. il meraviglioso video di Low (
    http://www.youtube.com/watch?v=QqVI_CHlFAI ). Secondo me, visto che nel 1991
    non c’erano le tecnologie di adesso, quel video risulta ancora più stupefacente
    e degno di nota. Tral’altro Low è inserita nello stesso album di Losing My Religion
    (dove personaggi in carne ed ossa interpretano dei quadri, compresi quelli del
    Caravaggio).

    • Valentina

      grazie Valentina, non conoscevo i video delle canzoni Low e Losing my Religion dei R.E.M. e devo dire che concordo con quanto dici nel confronto con il video Beauty di Rino Tagliafierro che ho il piacere di conoscere personalmente da tanto tempo. Il video Beauty è un video di maniera, di virtuosismi tecnici che poco ha di poetico e scivola nel patetico e nel ridicolo in alcuni punti… meritano attenzione, invece, altri lavori di Rino come “The Parking” http://vimeo.com/60783162 e il già citato “BAM” http://vimeo.com/32133839

  • lory

    ma sempre a scrivere fesserie? che noia questi pseudo chissa cosa che scrivono tanto per atteggiarsi con gli amici/nemici

  • enrico ascoli

    Download BEAUTY Music: enricoascoli.bandcamp.com/track/beauty-soundtrack