L’arte non è qualcosa che accade dentro l’oggetto, ma dentro lo spettatore“. Ruota intorno a questa considerazione la riflessione di Jeff Koons, reuccio del new pop e massimo erede della lezione warholiana, che in questo breve video si sofferma sulla sua passione per gli “inflatable toys” e sul celebre Baloon Dog, ormai un’icona del contemporaneo.
Siamo nel suo studio di New York, e in una breve analisi, come sempre mediata da un linguaggio semplice e diretto, Koons ci accompagna attraverso un mondo fatto di materiali specchianti, di sovrapposizioni, di sconfinamenti: l’opera accoglie il paesaggio intorno, lo ingloba, lo moltiplica, facndosi dispositivo ottico e insieme fantastico. L’oggetto, spesso straniato all’interno di contesti urbani che trovano così nuovo senso e nuove possibilità di lettura, prosegue la sua opera di capovolgimento estetico del reale, sfruttando il potere della superficie riflettente di acciaio inox. I confini fisici tra spazio, oggetto e soggetto si spezzano, lasciando che tutto avvenga sul piano della percezione e del’immaginazione.

Il luccicante cagnolino arancione di Koons, datato 1994-2000, ha raggiunto lo scorso 13 novembre una cifra astromica, durante un’asta di Christie’s: partito da una base di 55 milioni di dollari è arrivato a 58,4 milioni, guadagnandosi il titolo di opera d’arte più cara firmata da un artista vivente. Esistono solo altri quattro fortunati collezionisti che ne posseggono una versione identica, differente solo del colore: il filantropo Ely Broad ne ha una blu, l’industriale greco Dakis Joannou una rossa, l’imprenditore Steven Cohen ne possiede una gialla e Francois Pinault ne acquistò a suo tempo una fucsia, esposta a Venezia nel 2006, sul Canal Grande, a ridosso della sontuosa facciata di Palazzo Grassi, in occasione della riapertura dopo il restyling di Tadao Ando.
Il Balloon Dog (Orange) è uno dei primi “gonfiabili” acquistati dal collezionista Peter Brant, verso la fine degli anni Novanta, messo all’asta lo scorso anno per finanziare le future attività del Brant Foundation Art Study Center.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.