Il film, attesissimo, arriverà nelle sale verso la secondà metà dell’anno. Attualmente in fase di postproduzione, qualcuno lo dà già come candidato certo per Venezia. Le pemesse ci sono tutte: un regista del calibro di Mike Leigh, due volte Palma d’Oro  a Cannes – miglior regista per Naked nel 1992, miglior film con Segreti e bugie nel 1996 – e Leone d’Oro per il miglior film nel 2004 con il Il segreto di Vera Drake; un protagonista come  Timothy Spall, che ha all’attivo ruoli in pellicole dirette da Berolucci, Kenneth Branagh, Clint  Eastwood, Tim Burton e lo stesso Leingh;  e infine uno dei più grandi geni della pittura di tutti i tempi, icona romantica per eccellenza, l’immenso William Turner.

Si tratta per Leigh del suo secondo film in costume, dopo l’acclamato  Topsy Turvy, del 1999, che proprio per i costumi si aggiudicò un Oscar. Un’avventura intensa, che proietta il regista britannico nel milieu intellettuale e nelle atmosfere affascinanti dell’Inghilterra dell’Ottocento, consentendogli di studiare la controversa personalità e la ricerca appassionata del sommo “pittore della luce”; colui che, rompendo l’immagine e facendone materia tumultuosa, condusse l’estetica del paesaggio verso orizzonti mai sfiorati prima: quasi un precursore dell’informale, cantore di una natura sublime, smisurata, Turner dipinse l’essenza stessa  del sentimento panico e l’energia spirituale che attraversa, come una vertigine, il creato intero. “Voglio esplorare l’ uomo, la sua vita professionale, le sue relazioni e il modo in cui ha vissuto”, ha dichiarato Leigh. “Ma quello che mi affascina di più è il dramma che si sente nella tensione tra questa eccentricità e l’universo epico, senza tempo, che egli ha evocato nei suoi capolavori“.

William Turner, The Burning of the Houses of Parliament, 16 October 1834, 1835
William Turner, The Burning of the Houses of Parliament, 16 October 1834, 1835

In questo breve video il regista racconta alcune suggestioni alla base del suo Mr. Turner, mostrando l’origine di alcune scene, riprodotte esattamente a partire da una serie di schizzi ad acquerello dell’artista. L’amore per il pittore emerge con impeto dalle frasi raccolte durante l’intervista, rubata fuori dal set: “Turner è stato un artista compulsivo. Turner doveva dipingere, doveva disegnare, per tutto il tempo. Era un’ossessione assoluta“.
La clip fa parte di un ciclo prodotto dalla Tate Britain e dedicato ad alcuni grandi creativi internazionali, che nel loro lavoro si sono ispirati a opere d’arte conservate nella collezione del museo.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • luana maiorana

    Pittore stupendo, la sua luce e i suoi colori sono sublimi, mi hanno sempre incantato, soprattutto da quando ho ricevuto in regalo un libro su di lui…Mi piacerebbe tantissimo vedere il film…