A Palazzo Reale, nelle otto sale affacciate direttamente su Piazzetta Duomo, Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou si presenta come un percorso storico-artistico ricercato, selezionato seguendo un criterio cronologico e suddiviso in quattro sezioni. La curatrice Angela Lampe, conservatrice del Centre Pompidou di Parigi, è il volto di questa retrospettiva milanese, composta da oltre ottanta lavori, tra disegni e dipinti, che illustrano il viaggio teoretico di un osservatore in continuo passaggio, tra Russia, Germania e Francia. Vassily Kandinsky occupa un posto unico tra gli artisti d’avanguardia che, nel secondo decennio del XX secolo, dovettero abbandonare i paesi d’origine. Nato in Russia nel 1866, è celebrato alla Bauhaus come tedesco ed è morto cittadino francese nel 1944. Anche se la richiesta di un nuovo passaporto era dovuta in primis a motivi burocratici – come ricorda la curatrice – questo itinerario mostra quali intrecci culturali abbiano realmente sotteso le trame degli organismi pittorici di Kandinsky, non soltanto durante i periodi in cui visse nei tre Paesi, ma sin dai suoi esordi. Tracce che – sebbene a Palazzo Reale siano presentate secondo una differenziazione principalmente cromatica – hanno contribuito senza distinzione a formare una sola identità visuale dell’artista: un’osservazione importante, che arriva da Nina, moglie ell’artista, artefice della donazione di alcuni lavori al Centre Pompidou, nel 1976.

L’esposizione inizia con la riproduzione di un ambiente, una sala interamente istoriata da pitture parietali, create nel 1977 dal pittore e restauratore Jean Vidal, seguendo i cinque guazzi eseguiti da Kandinsky per decorare un salone della Juryfreie Kunstausstellung (Berlino, 1911-1930). A partire da questo acquario astratto, l’iter segue gli studi di Kandisnky che, dopo aver abbandonato la sua carriera universitaria, comincia a dipingere sotto la guida di maestri come Azbé e von Stuck a Monaco (sezione caratterizzata da un allestimento grigio lapideo) per poi soggiornare a Sèvre, vicino a Parigi (Il parco di Saint-Cloud, viale ombreggiato 1906) fino al 1907. Assorbendo la musica di Azzurro cielo (1940), la teatralità di Ammasso regolato (1938), le proporzioni di Città vecchia (1902), gli echi formali di Mulino (1904), la poesia muta di Giallo-Rosso-Blu (1925) e la ricerca compositiva di Auf Weiss II (1923), ci si chiede come cambi la misura dell’uomo-Kandisky col variare degli accostamenti cromatici, dei richiami fittissimi e degli slanci spirituali in essi contenuti. Quale lettura dare ai dipinti, immersi nel blu elettrico, nel blu oltremare e nell’oscuro delle pareti di Palazzo Reale? Quale il segreto di questo nuovo percorso dedicato ad uno fra gli artisti più elevati del XX secolo? Lo abbiamo domandato alla curatrice, Angela Lampe.

Ginevra Bria

“Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou”
Palazzo Reale
Piazzetta Duomo 2, Milano
fino al 27 aprile 2014
Info: tel. 02. 54916
www.kandinskymilano.it
www.comune.milano.it/palazzoreale
www.ticket.it/kandinsky

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.