Trovare 204 persone che danno una media di 80 euro a testa è un dato significativo: vuol dire che oggi la gente comune adora la street art e vuole la street art nella propria città“. E’ positivo il bilancio dello staff di Outdoor, festival capitolino dedicato all’arte urbana, nato nel 2010. E sono entusiastici i toni, dopo la bella partecipazione registrata per il loro progetto di crowdfunding, il primo tentato a Roma in ambito street. La formula del finanziamento condiviso, con i versamenti piccoli e grandi giunti dalla folla, ha funzionato anche stavolta. Anzi, soprattutto stavolta, verrebbe da dire. Perchè street art e urban art sono tra le forme creative che meglio raggiungono il pubblico delle città contemporanee: comunitarie, site specific, comunicative per definizione. Un’installazione pubblica in una piazza, un wall painting su un muro di periferia, un mega stencil sulla parete di un palazzo, sono – in maniera immediata ed inequivocabile – patromonio collettivo: esperiti, vissuti, guardati in libertà, grazie a uno sfondamento dello spazio consueto e del tempo quotidiano. E sono, infine, dei landmark straordinari, con cui marcare, rileggere e ricondurre allo sguardo porzioni di skyline e di paesaggio urbano.
L’opera del duo di street artist romani Sten & Lex, promossa d Outodoor per l’edizione appena conslusa, è nata proprio grazie a una rete di supporter: i loro spiccioli, infilati nel salvadaio virtuale di una piattaforma di crowdfunding, hanno consentito di raggiungere (e addirittura superare) il tetto di diecimila euro stabilito.
Così, sul palazzo della Garbatella che già nel 2010 aveva accolto un loro intervento – il famoso ritratto di Francesco Totti con la lupa – campeggia adesso un enorme lavoro astratto, realizzato con la tecnica dello stencil. Asciutto, geometrico, titanico, grafico, tra carta e colore.

Il breve film realizzato per l’occasione racconta alcuni momenti salienti del cantiere, con gli artisti arrampicati sui ponteggi, a lavoro sotto gli occhi dei residenti: qualcuno intento a spiare tra le persiane del palazzo di via Caffaro, qualcun altro contento d’intrattenersi con domande e curiosità, per carpire qualche segreto tecnico. Così, la parete di Sten & Lex, già durante le fasi di realizzazione, diventava cosa del quartiere, bene comune, sorpresa da comprendere, contemplare, scrutare da vicino o ammirare da lontano. E la città cambia, intanto, nel segno della partecipazione, tra chi ha scommesso sul progetto, tirando fuori qualche euro, e chi si limiterà a riceverlo, uscendo dal banale, dalla noia dello sguardo, dalla distrazione come dimensione dell’abitare, dell’attraversare.
Tutto questo, grazie a un collage di immagini, testimonianze, racconti, rivive nei cinque minuti e mezzo di una documentazione flash. In anterprima assoluta, come promesso, insieme a una carrallata di foto dalla giornata inaugurale: ieri, 18 dicembre, il Paesaggio targato Sten & Lex, terminato e rifinito, veniva consegnato alla comunità. Per un nuovo segno “outdoor”, inciso sulla palle della città.

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.