La fiera non vuole sostituirsi alle Istituzioni e non vuole colonizzarle; One Torino è un programma indipendente, con i curatori che hanno avuto totale libertà nella scelta degli artisti, ma che è entrato in dialogo con le Istituzioni stesse – Sandretto, Rivoli, Gam, Merz – che hanno continuato in parallelo i loro programmi: si è trattato dunque di un affiancamento, qualcosa che non poteva non portare nuova energia”. A parlare è Sarah Cosulich Canarutto, in questa intervista raccolta da Massimiliano Tonelli per indagare gli aspetti salienti, i nuovi progetti, gli approcci e gli obiettivi di quest’ultima edizione di Artissima. “One Torino”, dunque, tra le novità più interessanti: un percorso espositivo che si snoda attraverso fondazioni e musei torinesi, cercando un contatto, un’interazione, un’osmosi tra la piattaforma fieristica e il sistema istituzionale cittadino. Un modo, forse, per innescare processi creativi dinamici, intervenendo – con idee ed economie – nelle oggettive difficoltà che i musei stessi denunciano, oggi. Sodalizi virtuosi, nel rispetto delle singole identità, in cerca di una via differente.

E si parla molto di Torino, con la direttrice della fiera. Una città che, dal punto d’osservazione privilegiato di lei, ha ancora energie forti da offrire, anche al pubblico e ai collezionisti internazionali. Nonostante la fragilità che connota l’intero scenario nazionale. E in questo tentativo di aprirsi all’esterno, di funzionare da calamita per chi viaggia, investe o semplicemente cerca validi input, una fiera come Artissima ci mette del suo, puntando a essere collettore, catalizzatore e ponte strategico tra i vari segmenti del sistema, tra le diverse anime della città e tra la città stessa e le milgiori realtà oltreconfine.
A un giorno dalla conclusione di questa ventesima edizione, un approfondimento che fornisce alcune chiavi di lettura, insieme a colei che è l’anima e la mente di una delle fiere più istituzionali e insieme più vivaci del Paese.

– H.M.

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • aldo

    una cagata pazzesca. leggete art agenda, una recensione che dice tutto

  • Paola

    Ma perche’ l’intervistatore fa sfoggio della sua cultura con domande lunghissime e noiose? Dai, lascia parlare la povera Sarah….